I colori della salute. La multiculturalità nei servizi sanitari

Percorsi di accesso al diritto alla salute per cittadini stranieri nella città di Bologna

A Bologna sono presenti numerose strutture rivolte ai cittadini stranieri, che spesso operano attraverso una sinergia tra Distretti Sanitari e realtà del volontariato. A Bologna, il Progetto Speciale Immigrati istituito dalla Ausl, ha il compito di organizzare e pianificare le azioni, attraverso la valorizzazione, la messa in rete e il contributo di tutte le unità operative interne, delle istituzioni pubbliche e del volontariato. Sono stati così predisposti strumenti di comunicazione multiculturale e multilingue, oltre che servizi e spazi salute dedicati alla popolazione immigrata.

L’intervista alla responsabile del Progetto Salute Immigrati della Ausl di Bologna, Dott.ssa Giovanna Dallari, fornisce un quadro generale dell’accesso al diritto alla salute nell’area di Bologna e dei comuni afferenti all’Azienda Usl Città di Bologna, Bologna Sud e Bologna Nord.

Domanda: Includendo anche i cittadini stranieri senza titolo di soggiorno, come si presenta lo stato di salute della popolazione immigrata nella città di Bologna?

Risposta: Anche per quanto riguarda gli stranieri irregolarmente presenti, la salute è sicuramente ben tutelata a Bologna, la nostra città ha infatti una lunga tradizione di servizi, anche nel volontariato con gli Ambulatori Biavati, Sokos, Salute Senza Margini e il Centro della Salute per le Donne Straniere e i Loro Bambini. Per quanto riguarda nello specifico i regolarmente presenti, stiamo cercando attraverso vari programmi e progetti di avvicinare i servizi rendendo più facile le procedure e comunicando ai pazienti le notizie attraverso vari sistemi in modo che trovino un punto comune di riferimento nel numero verde in sei lingue – attivo tutti i pomeriggi dalle 14,30 alle 16,30 e di mercoledì, giovedì e sabato dalle 9 alle 12,30 in sedi diverse nell’ambito della nuova USL che va da Porretta a Ferrara. Lo stato di salute è dunque tutelato e monitorato: come per i pazienti italiani verifichiamo che le cause di ricovero non presentino elementi di stranezza e che l’accesso sia facilitato a tutti i servizi, non solo a quelli ospedalieri. Rimane un lieve eccesso – leggermente superiore a quello registrato per pazienti italiani – di presenze di stranieri nel Pronto Soccorso; ciò non è tuttavia imputabile alla mancanza di servizi ma al fatto che i cittadini stranieri sono spesso abituati nel paese di origine ad usufruire di questa tipologia di servizi piuttosto che di strumenti di prevenzione quale il medico di Medicina Generale. Si tratta di farli entrare progressivamente in un meccanismo diverso e di renderglielo facile.

D: Oltre all’aspetto della comunicazione e facilitazione dell’accesso ai servizi, ci sono altre aree critiche legate a fattori che caratterizzano la condizione di migrante?

R: In ambito medico chirurgico non si presentano aree critiche, infatti nella maggior parte i ricoveri di cittadini stranieri a Bologna riguardano percorsi fisiologici, come il parto o lo stato di salute dell’apparato genitale femminile. Da un’analisi delle ragioni di accesso alle cure, si può vedere che queste sono frequentemente dovute alla sofferenza, allo sradicamento dalle proprie origini, alla mancanza di reti sociali. Un’altra causa frequente di richiesta di salute è legata ad esempio a malattie del tratto gastro-interico, ossia infezioni intestinali, gastriti, gastro-interiti dovute a condizioni di vita forse non sempre idonee e non simili a quelle del paese d’origine. Anche il cambiamento di alimentazione rispetto al paese di provenienza è causa frequente di disturbi all’apparato gastro-interico. E ancora: malattie da raffreddamento, da incidente, da traumi. Il fatto che spesso gli immigrati fanno lavori più gravosi degli italiani li porta a soffrire maggiormente di traumatismi, incidenti sul lavoro, poiché mediamente occupati in condizioni più umili sono anche soggetti a condizioni di lavoro fisicamente più pesanti.

R: La frequenza di infortuni sul lavoro rappresenta un dato che si aggancia alla presenza irregolare di cittadini stranieri anche nella nostra città.

D: Chiaramente Bologna non è diversa da altre città rispetto a questo fenomeno. Il nostro Servizio di Medicina del Lavoro ha attivato a tal riguardo un ambulatorio specifico per pazienti migranti a cui ci si può rivolgere per qualunque necessità clinica e amministrativa: Ha inoltre realizzato alcuni strumenti illustrati in diverse lingue straniere – quelle più utilizzate nei cantieri dell’area – in cui vengono date informazioni per la sicurezza e la prevenzione. Sono strumenti rivolti a persone che hanno a volte problemi di sopravvivenza nell’ambito della città – casa, percorsi burocratici, ecc – e che poco tempo hanno da dedicare alla propria salute e alla propria persona. In questo modo cerchiamo di intervenire in tal senso.