Tratto dal sito della Rainews24.rai.it

Autorizzato l’attracco della Cap Anamur a Porto Empedocle. Sbarcano i profughi

Porto empedocle, 12 luglio 2004

Le autorità italiane hanno autorizzato l’ attracco alla banchina del porto di Porto Empedocle della nave Cap Anamur. Autorizzato anche lo sbarco dei profughi sudanesi, mentre è al vaglio dell’ autorità giudiziaria la posizione del comandante Schmidt che rischia un’ incriminazione per favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina.
Gli immigrati, dopo un breve controllo sanitario compiuto a bordo della stessa nave da alcuni medici, sono stati fatti salire su un pullman per essere trasferiti in un centro di accoglienza, dove si svolgeranno le necessarie procedure di identificazione.
I profughi sono ancora in attesa della definizione della loro richiesta di asilo politico, inoltrata alle autorità tedesche attraverso il comandante della nave Stefan Schmidt.

L’odissea

20 giugno: Cap Anamur salva 37 clandestini africani, alcuni sudanesi del Darfur sul canale di Sicilia, l’ associazione sostiene a largo di Lampedusa.
E’ l’ inizio dell’ odissea.

23 giugno: la nave riceve via radio un messaggio di un pescatore italiano, Luigi Padre. Il messaggio dice che nei pressi della sua imbarcazione, a 33 gradi di latitudine nord e 14 longitudine est, è stata avvistata una barca in panne con a bordo 30 persone. La nave trova un’ imbarcazione di legno che affonda.

24 giugno: La nave avvista una piccola barca arrugginita a 33 gradi e 40 lat. Nord e 14 gradi e 30 long. Est. A bordo vi sono 11 persone. La barca non sembra in condizione di viaggiare e la Cap Anamur la scorta fino al porto di Marsaxlokk a Malta. Nel libro di bordo c’è scritto che la Cap Anamur contatta il porto della Valletta spiegando che la nave era in transito in acque maltesi. L’ equipaggio scopre dalla Guida Navale dei Porti che il porto di Lampedusa è piccolo per la nave. Da Colonia la Cap Anamur riceve indicazioni di dirigersi verso Porto Empedocle.

28 giugno: A bordo salgono Elias Birdel, presidente dell’ associazione umanitaria Cap Anamur e 5 giornalisti tedeschi.
1 luglio: la nave arriva a 12 miglia navali da Porto Empedocle alle ore 10. Dalla Cap Anamur sostengono di aver chiamato la capitaneria di Porto Empedocle che dà il permesso di entrare. Poi via radio la Guardia Costiera nega l’ autorizzazione.

4 luglio: la nave è sempre a largo di Porto Empedocle, cotrollata dalle motovedette della Guardia Costiera e della Gdf.

5 luglio: l’ Anci dà solidarietà alla Cap Anamur e alcuni sindaci si offrono di ospitare quelli che ormai sono chiamati “profughi” cioè gli africani a bordo.

6 luglio: I Verdi protestano per “l’ insensibilità del governo italiano verso i profughi”. Il ministro dell’ Interno Pisanu dice che la nave deve dirigersi su Malta, prima nazione toccata dopo il recupero degli africani in mare.

7 luglio: Continuano le polemiche perchè la situazione non si sblocca. Sulla nave vanno volontari, giornalisti, medici, politici, sindaci, ambientalisti, volontari di organizzazioni umanitarie per rendersi conto della situazione. Il governo di Malta dice di non assumersi responsabilità per quanto riguarda gli immigrati.

8 luglio: il ministro per gli italiani nel mondo Mirko Tremaglia, unico nel governo, dice: “acccogliamo i profughi è una questione di umanità”. L’ Unhcr dice che “va trovata presto una soluzione per la vicenda”.

9 luglio: preti comboniani salgono sulla nave per un momento di preghiera con gli africani che sono cattolici. L’ odissea è ormai giunta al ventesimo giorno. Aumentano le polemiche perchè la situazione non si sblocca.
L’ Osservatore romano parla di “imbarazzante scarico di responsabilita”‘.
Sulla nave gli africani firmano le richieste di asilo alla Germania.