da L'Unità del 13 luglio 2004

Cap Anamur, “espulsione preventiva” per i 37 profughi

Da questa sera, martedì 13 luglio, i 37 africani arrivati ieri a bordo della Cap Anamur a Porto Empedocle (Agrigento) sono ufficialmente immigrati clandestini. Il prefetto di Agrigento ha notificato il decreto di espulsione per i 37 uomini provenienti, secondo gli inquirenti, non dal Sudan, come avevano detto, ma da altri paesi: 30 dal Ghana, 6 dalla Nigeria, uno dal Niger.

«La condizione dei profughi per le autorità italiane non è quella di richiedenti asilo ma di immigrati clandestini – afferma Christofer Hein, direttore del Cir (Consiglio italiano per i rifugiati- lo testimonia il fatto che sono ancora trattenuti nel Cpt. Per noi invece, i profughi si trovano nella condizione di richiedenti asilo e come tali devono essere trattati». Hein giudica inoltre che la presenza di un console sudanese agli interrogatori dei profughi si giustifica solo con il fatto che le autorità italiane considerano queste persone immigrati clandestini; «in caso contrario sarebbe una grave violazione della convenzione di Ginevra».

Ulteriore elemento di confusione, tutto a carico del governo italiano, è l’atteso arrivo mercoledì mattina ad Agrigento della commissione per i rifugiati del Viminale che dovrà esaminare le richieste di asilo politico degli immigrati.

Intanto restano grossi dubbi sull’effettiva nazionalità dei 37 africani. Padre Cosimo Spadavecchia, missionario comboniano, per 18 anni in Sudan e per altrettanti a contatto con profughi sudanesi in Egitto, sostiene che «molti di loro sono sudanesi, dell’Ovest e della zona del Darfur». «Ho incontrato proprio stamattina uno di loro, Stanley, sudanese, che mi ha assicurato che la maggior parte dei 37 profughi è di origine sudanese. Era molto scoraggiato e depresso perchè non sa quale sorte li attende – prosegue padre Cosimo -ma ho promesso loro che continueremo a seguirli».

Sul fronte politico, invece, l’opposizione chiede al governo di riferire in Parlamento sulla vicenda. La richiesta è stata firmata dal verde Paolo Cento, il diessino Piero Folena, Giovanni Russo Spena del Prc, Giovanni Bianchi della Margherita e Gabriella Pistone del Pdci.