da La Sicilia del 9 luglio 2004

Cap Anamur, “Trovare al più presto una soluzione”

Roma – L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) esprime la propria «crescente preoccupazione per la sorte dei 37 naufraghi a bordo della nave tedesca Cap Anamur ferma in acque internazionali al largo delle coste siciliane ed esorta tutte le parti coinvolte a compiere uno sforzo per trovare al più presto una soluzione».

L’Unhcr, che è da giorni in contatto con le autorità e segue da vicino la vicenda, sottolinea che, «a prescindere dallo status giuridico delle persone a bordo e dalle eventuali responsabilità legali dei paesi coinvolti, è auspicabile che venga consentito al più presto lo sbarco dei 37 africani scampati al naufragio da quasi tre settimane affinchè possa essere fornita loro un’adeguata assistenza a terra, in attesa che le circostanze e il loro status vengano chiariti».

«In questa vicenda va tenuto presente che nel gruppo dei 37 africani a bordo della nave tedesca potrebbero esservi delle persone bisognose di protezione», ha dichiarato Walter Irvine, Rappresentante in Italia dell’Unhcr. «A ciascuno di loro deve essere garantita l’effettiva opportunità di avanzare domanda d’asilo».

Secondo l’Alto Commissariato, data la presenza di versioni contrastanti dei fatti e dei differenti punti di vista riguardanti questa vicenda, «l’identificazione delle responsabilità dei numerosi attori potrebbe essere un processo molto lungo ed estremamente complicato. Il non concedere alle 37 persone la possibilità di sbarcare rischia di arrecare ulteriore danno a chi ha già vissuto drammatiche esperienze».

Dunque, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ribadisce la propria disponibilità a collaborare con il Governo Italiano e con le altre parti coinvolte per individuare ed attuare misure che permettano di giungere ad una rapida soluzione della vicenda.