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da La Città del 15 luglio 2004

Immigrati stipati nel camion frigo

Salerno – Viaggiavano nascosti nella cella frigorifera di un camion. Stipati in piedi nel cassone dell’autocarro, che li riportava a Santa Cecilia dopo una mattinata di lavoro nero in un campo di angurie. Li hanno trovati i militari della Guardia di Finanza, durante un controllo eseguito per accertare il rispetto della normativa fiscale nel trasporto delle merci. Quando i finanzieri hanno aperto i portelloni dell’automezzo si sono ritrovati davanti una sorta di muro umano: diciannove nordafricani, tutti del Marocco, stipati in pochi metri cubi. La scoperta è avvenuta nel territorio di Pontecagnano, all’altezza dell’uscita dall’autostrada. I militari della rima Compagnia di Salerno, agli ordini del capitano Romano, hanno intimato l’alt all’autista del camion e chiesto di visionare il contenuto. Nella cella frigorifera, regolata a una temperatura di venti gradi, c’erano diciannove extracomunitari, di cui tredici clandestini. Sono risultati tutti domiciliati a Eboli, in località Santa Cecilia, da dove l’autista del mezzo li aveva prelevati all’alba per condurli in un’azienda agricola della Piana del Sele. Quando sono stati intercettati dai finanzieri, poco dopo le 15, avevano già finito il loro lavoro di braccianti e stavano tornando nello stabile diroccato di santa Cecilia dove vivono insieme ad altri immigrati. Era stato il conducente dell’autocarro, il napoletano G.B., 34 anni, a reclutarli. Titolare di una rivendita di ortofrutta del napoletano, aveva acquistato le angurie da un agricoltore della Piana, offrendosi di fornire lui stesso la manodopera per la raccolta.

Si trattava dei nordfafricani, reclutati a basso costo nel territorio ebolitano. Per G.B. è scattata la denuncia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, mentre l’automezzo su cui viaggiava insieme al carico umano è stato sottoposto a sequestro. Solo sei degli extracomunitari rinvenuti nella cella frigorifera sono risultati in possesso del permesso di soggiorno. Gli altri tredici sono clandestini e, di questi, tre sono arrestati per non avere ottemperato a precedenti provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale, emessi dalle questure di Trapani e di Treviso. Gli altri dieci irregolari, sono stati denunciati per immigrazione clandestina e sono stati raggiunti da un ordine di allontanamento dal territorio nazionale impartito dal questore di Salerno, Carlo Morselli. Una pratica molto diffusa quella dell’utilizzo di manodopera irregolare nei terreni agricoli della Piana del Sele. Lo testimonia la concomitanza dell’operazione della Finanza con la denuncia, da parte di carabinieri, di un imprenditore agricolo di Eboli che utilizzava in nero alcuni braccianti extracomunitari.

L’ebolitano A.B., 56 anni, è finito nei guai con la Previdenza sociale e la magistratura. Nel corso di un controllo contro l’immigrazione clandestina e il fenomeno del caporalato, i carabinieri hanno individuato nel suo podere quattro immigrati marocchini che non erano in regola. Durante i controlli, i militari hanno fermato anche alcuni automezzi, con 25 stranieri a bordo. Molti dei braccianti erano diretti all’azienda dell’imprenditore ebolitano, che impiegava anche personale clandistino. A.B. è stato denunciato per mancato versamento dei contributi all’Inps e per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione e utilizzo di manodopera clandestina. Nell’ultima settimana, nella zona agricola di Eboli e lungo la fascia costiera di Campolongo, i carabinieri hanno fermato un centinaio di stranieri. Alcuni sono stati espulsi, altri sono stati arrestati per non aver ottemperato ad un precedente decreto di espulsione. (m.l.)