Per la libertà di movimento, per i diritti di cittadinanza

da Il Manifesto del 7 ottobre 2004

«A Lampedusa è un inferno»

Cinzia Gubbini
Carlo Lania

Due giorni fermi a terra e poi, ieri mattina, di nuovo il via libera per la Libia. E’ ripreso apparentemente senza problemi il ponte aereo organizzato dal governo per riportare a Tripoli gli immigrati sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa. Ieri quattro Hercules C-130 dell’aeronautica militare hanno di nuovo ricominciato a fare la spola tra le due sponde del Mediterraneo trasportando in tutto 360 clandestini. Contrariamente a quanto accaduto nei giorni scorsi, però, nessun volo civile ha contribuito alle operazioni di espulsione coatta, una decisione che farebbe pensare – anche se è troppo presto per affermarlo con certezza – che il Viminale ha deciso di sollevare dal compito l’Alitalia e l’Airadriatica, le due compagnie civili utilizzate fino a martedì scorso. La scelta potrebbe essere giustificata con l’esigenza di tenere maggiormente sotto controllo l’intera operazione. Intanto il premier Silvio Berlusconi arriverà nel pomeriggio a Tripoli per il suo quarto viaggio nell’arco di appena due anni, il secondo dalla metà di agosto. Ufficialmente le visita si deve all’inaugurazione di un gasdotto dell’Eni destinato a trasportare gas dai giacimenti della compagnia italiana a Mellita fino in Sicilia, ma è chiaro che il viaggio sarà anche l’occasione per un incontro a quattr’occhi con il Colonnello Gheddafi e per chiarire una serie di temi cruciali, prima fra tutte proprio la questione immigrati. E questo mentre in Italia si fanno sempre più accese le polemiche sulla legittimità delle «deportazioni» messe in atto a Lampedusa. Ma l’incontro si è già trasformato nell’ennesima gaffe di Palazzo Chigi. Oggi, infatti, in Libia si celebra il cosiddetto «giorno della vendetta» contro l’Italia, una coincidenza che non poteva sfuggire all’Associazione italiana rimpatriati dalla Libia (Airl), che ha protestato.

I rimpatri. Il primo Hercules è arrivato a Lampedusa poco dopo mezzogiorno, seguito a ruota dagli altri tre. Le operazioni di imbarco degli immigrati sono avvenute in mezzo a una manifestazione indetta dalla Rete antirazzista siciliana e dal deputato dei Verdi Antonio Miccichè, che è anche riuscito ad entrare nel centro di permanenza dell’isola, dove rimangono 200 persone. Pesantissime le condizioni riscontrate: «E’ una fogna a cielo aperto, ci sono rivoli di sporcizia e materassi buttati a terra – ha raccontato una delle attiviste della Rete – persino i bagni non hanno le porte». Alla delegazione è stato chiesto dalla polizia di non fare parola delle espulsioni in Libia con i migranti, che però hanno chiesto con insistenza dei loro compagni già partiti, finché non gli è stato rivelato che erano stati rimpatriati: «Ce n’è voluta per calmare i poliziotti, che ci hanno accusato di voler istigare una rivolta – ha detto ancora la delegazione – La verità è che le persone rinchiuse lì dentro non sono state messe a conoscenza né dei loro diritti, né della loro sorte. Abbiamo raccolto, ad esempio, la richiesta di asilo di tre uomini nigeriani e siamo venuti a sapere che l’altra sera una persona ha cercato di impiccarsi». Migliore spettacolo non si è verificato quando sono iniziati gli imbarchi: «I migranti erano legati a due a due per i polsi, così da lasciare solo una mano libera». Stamattina entrerà nel centro il funzionario dell’Alto commissaraiato per i rifugiati delle Nazioni unite che da cinque giorni aspettava di poter monitorare la situazione.

«Tutti egiziani». Secondo il ministro della sicurezza nazionale libico, Ali Omar Abu Bakr: «Tutti gli immigrati clandestini rifiutati dall’Italia sono egiziani». Si tratterebbe di mille persone, che la Libia avrebbe a sua volta rispedito in Egitto. A Lampedusa, dal primo ottobre, sarebbero arrivate 957 persone, compresi i 21 immigrati sbarcati ieri: nel centro di Agrigento sarebbero state trasportate 13 persone il 5 ottobre, 31 persone il 4 e 15 persone il 3. Altre 160 migranti sarebbero stati portati inoltre nel centro di accoglienza di Crotone (adiacente al cpt), dove sarebbero arrivati anche i 198 immigrati sbarcati a Ragusa. Nella notte tra lunedì e martedì, circa 120 persone si sono allontanate dal centro e hanno fatto perdere le loro tracce

Le polemiche. Ieri il Viminale ha assicurato che le attività di respingimento degli immigrati «verranno completate in questi giorni come sempre, nel rispetto dei diritti umani, delle nostre leggi e delle convenzioni internazionali». «Pisanu è un ministro in libertà vigilata», ha accusato il Verde Paolo Cento, per il quale «questo governo, sotto ricatto leghista sta violando le norme internazionali deportando cittadini extracomunitari». E il presidente dei Ds Massimo D’Alema aggiunge che gli immigrati «non si fermano con le leggi o i cacciatorpedinieri. Non siamo più sicuri se ci circondiamo di filo spinato».