Bologna – Verso la Consulta Regionale per l’integrazione dei cittadini stranieri

Interviste a Raymond Dassi (Ass. Di Mondi) e Babakar Ndiaye (Ass. Senegalese)

Si tratterebbe di un organismo esclusivamente consultivo composto anche da 18 rappresentanti dei cittadini stranieri residenti nelle nove province regionali, oltre che dall’Assessore regionale competente per materia che ne è il presidente; da tre membri designati dalle organizzazioni imprenditoriali dei datori di lavoro maggiormente rappresentative; da tre membri designati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative; tre rappresentanti delle autonomie locali regionali, tre rappresentanti designati dalla Conferenza regionale del Terzo settore, un rappresentante dei Consigli territoriali per l’immigrazione istituiti ai sensi dell’articolo 3, comma 6 del Testo Unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, individuato su indicazione del Ministero dell’Interno; un rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale e infine un rappresentante della Direzione regionale del lavoro.

Proprio sul tema della Consulta, lo scorso 13 ottobre si è tenuto un incontro tra il nuovo assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Bologna Giuliano Barigazzi e le associazioni dei cittadini stranieri. Questo primo incontro tra le due parti ha avuto all’ordine del giorno l’istituzione della Consulta regionale, per la quale i partecipanti all’incontro sono stati invitati a designare in tempi brevi alcuni rappresentanti da sottoporre poi alla Regione che provvederà a selezionarne 2 per ogni provincia.

Sulla modalità di designazione dei membri che andranno a comporre la consulta regionale, le perplessità ed i dubbi dei migranti presenti sono stati numerosi. Già nel suo percorso di nascita questo organismo mostra infatti alcuni punti critici poiché i 18 rappresentanti dei cittadini stranieri che la comporranno rischiano di essere portavoce non rappresentativi – e soprattutto non scelti – dalla popolazione straniera della nostra regione, che ammonta a più di 240 000 persone.

Un secondo dato è la funzione di questa consulta, una funzione limitata ad interventi senza reale potere decisionale. In merito ai compiti di questo organismo il testo della legge regionale
stabilisce che le attività della consulta sono le seguenti:
– formulare proposte alla Giunta per l’adeguamento delle leggi e dei provvedimenti regionali alle esigenze emergenti nell’ambito del fenomeno migratorio;
– formulare proposte e pareri sul programma triennale per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati, nonché sugli altri programmi regionali per gli aspetti che riguardano l’immigrazione;
– supportare l’attività dell’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio, anche attraverso approfondimenti e sessioni tematiche;
avanzare proposte e pareri in ordine alle iniziative ed agli interventi regionali attuativi della presente legge;
– supportare la Regione nell’attività di stima dei fabbisogni lavorativi del territorio regionale, così come previsto all’art 3 della legge regionale, esprimere parere su ogni altro argomento sottoposto dai competenti organi della Regione.

Le Consulte dei rappresentanti dei cittadini stranieri, così come il Consigliere aggiunto, non sono un esperimento recente, ma il prodotto di un percorso avviato in Italia agli inizi degli anni ’90 come prima risposta alla volontà di inclusione di questi nuovi cittadini. L’esperienza di questi organismi ha indubbiamente consentito la crescita dei rappresentanti designati, che venivano posti di fronte alla necessità di apprendere il funzionamento della macchina amministrativa e burocratica, ma ha al contempo dimostrato i limiti di questi organismi. La loro natura di organo consultivo non ha infatti la possibilità di influenzare fino in fondo le scelte politiche delle amministrazioni locali qualora siano in contrasto con le indicazioni ed i pareri della Consulte, in altre parole sono spazi democratici che non possono però esercitare un diritto democratico.

Non secondario anche il fatto che ai rappresentanti è richiesto un impegno ed una presenza che non sono in alcun modo retribuiti, si tratta quindi di un’attività parallela all’occupazione principale di queste persone che prevede però un grande carico di lavoro.

Sulla Consulta regionale e sui meccanismi di rappresentanza e partecipazione abbiamo intervistato Raymond Dassi dell’associazione culturale Di Mondi e Babakar Ndiaye, dell’associazione senegalese di Bologna entrambi presenti al primo incontro con l’assessore e al secondo tra i membri delle associazioni formali e informali di cittadini migranti.

[Ascolta l’intervista a Raymond Dassi ]
[Ascolta l’intervista a Babakar Ndyaie ]