“Cap Anamur”: i protagonisti raccontano

Il giorno 26 novembre 2004 alle ore 17 (e nel successivo 27) nel comune di Acquapendente, nella Riserva Naturale di Monte Rufeno, in provincia di Viterbo, si terrà un incontro per fare luce sulla vicenda della nave Cap Anamur, sequestrata dalla magistratura il 12 luglio 2004 a Porto Empedocle, con a bordo 37 migranti.
I diretti protagonisti della drammatica vicenda, che ha visto per l’ennesima volta vittime decine di migranti raccolti stremati e in pericolo in mezzo al mare, illustreranno anche le novità giudiziarie e istituzionali del capitolo Cap Anamur. Sarà presente Stefan Shmidt, Capitano della Cap Anamur, e i giornalisti della stampa italiana e tedesca che si sono occupati del caso.

L’incontro è promosso dall’Associazione Culturale “iTusci” di Acquapendente, in occasione dell’apertura della sesta edizione di Suoni e Passi della tradizione, manifestazione sulla musica la letteratura e la storia diretta da Viola Buzzi, cantautrice e ricercatrice viterbese. Obiettivo dell’incontro è raccontare la vicenda e agevolare la restituzione della nave umanitaria Cap Anamur.

Il nostro lavoro è raccontare storie, possibilmente in modo piacevole e speciale. Di solito lo facciamo con gli artisti della tradizione, portatori di conoscenze tramandate, con la scrittura di spettacoli basati su uno studio inedito della storia, attraverso l’incontro tra persone, professionalità mestieri e attitudini apparentemente distanti ma complementari al vivere quotidiano.
Suoni e Passi della tradizione si colloca nei boschi della Riserva Naturale di Monte Rufeno, cuore verde del centro Italia, nelle antiche residenze rurali in cui per qualche giorno all’anno, artisti, storici, poeti e semplici appassionati si ritrovano nella pratica di uno stage di organetto piuttosto che di canto, nella seduta di un incontro sulla produzione artistica musicale in Italia piuttosto che in uno letterario sui “confini del mondo”.
Per questo su “Italia Bella, mostrati gentile”, concerto di canti popolari legati all’emigrazione nostrana di fine Ottocento, è nata l’idea di un’ iniziativa sull’emigrazione-immigrazione. Sulla memoria e l’attualità. Un’iniziativa sulla nave umanitaria Cap Anamur. Partendo dagli emigranti italiani – mezza Italia tra fine Ottocento e primi del Novecento, – in un secolo si assiste al rovesciamento della medaglia, e per noi ex-emigranti il tema della canzone oggi fa, clandestini o autorizzati, immigrati.
Vorremmo non sapere di esseri umani coinvolti in incidenti diplomatici, giuridici o legislativi.
Vorremmo non assistere a una nave destinata al soccorso nei mari, trattenuta per mesi in un porto qualunque del Mediterraneo in attesa della decisione di un magistrato o di un Governo. Intanto proviamo a risalire i fatti, vedere cosa accadde, lo scorso luglio a Porto Empedocle…
Associazione iTusci

– Guarda il calendario della kermesse “Suoni e Passi della tradizione”