Tratto dal Dossier Caritas Immigrazione 2004

Gli studenti Stranieri

Di origine straniera uno ogni 30 studenti

Nell’anno scolastico 2003/2004 gli alunni immigrati sono diventati 282.683 con un aumento record, rispetto all’anno precedente, di oltre 50.000. La loro incidenza ha ormai superato il 3,5% (era ancora dell1% nel1998e del 2% nel 2001).L’incidenza è di poco superiore nelle scuole non statali (2, 9%) che ospitano un decimo degli studenti stranieri (26.000) L’incidenza scolastica è un punto al di sotto di quella che la popolazione straniera totale ha sui residenti e molto al di sotto del livello raggiunto da altri paesi.

Nel progetto “Managing Diversity in Schools”, curato dai padri scalabriniani di Roma, Parigi e Basilea per il Miur, viene posto in evidenza che, quanto all’incidenza degli studenti stranieri, la Spagna e la Francia presentano un livello prossimo a quello italiano (4,4% e 5,1%), mentre la Germania (9.8%) e la Gran Bretagna (14,3%) si collocano notevolmente al di sopra, superate comunque dalla Svizzera con uno studente straniero ogni quattro iscritti (22,3%).

La distribuzione territoriale
Una delle peculiarità del contesto italiano è rappresentata dalla distribuzione molto diversificata sul territorio: ad una incidenza media nazionale pari al 3,5% corrispondono incidenze notevolmente molto basse nel Sud (0,9) e nelle isole (0,7%), mentre il resto della Penisola si presenta molto più vicino alle medie europee: NordEst (6,1%), Nord Ovest (5,8%) e Centro (4,8%).
Il Nord, poi, accoglie da solo quasi il 70% degli alunni stranieri, mentre il Sud e le Isole si confermano ancora area di prima accoglienza o di transito, sebbene con la tendenza anche a livello scolastico a diventare aree di insediamento stabile.
La Lombardia da sola accoglie un quarto degli alunni stranieri presenti in Italia, tuttavia il record di incidenza (7%) spetta all’Emilia Romagna, al terzo posto per valori assoluti (è da sottolineare che in questa regione si registra un’incidenza elevata anche nelle scuole secondarie di secondo grado, pari al 3,7%).
Incidenze molto superiori alla media si registrano anche nelle regioni d’Italia centrale, come l’Umbria con il 6,6% e le Marche 5,9%, sebbene il Lazio si attesti invece a livelli più contenuti prossimi alla media nazionale (3,6%). Le regioni settentrionali registrano tutte una incidenza degna di rilievo (2%) in un panorama che stenta a raggiungere l’1%.
Le incidenze più alte si riscontrano nei capoluoghi di provincia per lo più medio-piccole. È diventato un caso paradigmatico quello di Mantova (9,3%), che ha registrato un’incidenza molto superiore a quella di Milano (6,2%). Segue quindi Prato con il 9,1%, mentre ben rappresentata è l’Emilia Romagna con Reggio Emilia, Modena, Piacenza, Bologna e Rimini tra il 7 e il 9%.

In Italia la popolazione scolastica straniera è destinata ad aumentare per effetto dei ricongiungimenti familiari e dei nuovi nati. Secondo le proiezioni del Miur (Rapporto 2004 sugli alunni con cittadinanza non italiana) questi alunni dovrebbero superare i trecentomila già nell’anno scolastico 2004-2005 per poi raddoppiare rispetto alla presenza attuale nel 2011-2012 (anno per il quale il Ministero ha stimato una forbice compresa tra i 500 – 600.000).