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da Gazzetta di Parma del 18 gennaio 2005

Parma – In centro, stop a nuove banche

Il primo consiglio comunale del 2005 si è chiuso con il clamoroso ritiro della delibera sul piano finanziario per la gestione dei rifiuti a causa di un errore formale segnalato dal consigliere di Rifondazione Marco Ablondi e che non era più possibile «emendare», anche se si era già svolto un dibattito di quasi un’ora sull’argomento.
Il «verdetto», richiesto dall’assessore ai Tributi Giovanni Catellani al segretario generale del Comune Stelio Manuele, è stato perentorio: nei documenti consegnati ai consiglieri, infatti, mancava uno degli allegati indicati nel testo della delibera. Tutti a casa, dunque, con l’impegno di ripresentare la delibera nella prossima seduta, in calendario per martedí 25 gennaio ed ennesimo rinvio per un atto che ha avuto un iter travagliato, visto che la sua discussione era già stata rinviata in occasione delle ultime sedute del 2004.
Regolamento edilizio del centro, «guerra» sui phone center.
Il dibattito in aula si era però arroventato in precedenza sulla corposa delibera di adozione della variante al Rue (Regolamento urbano edilizio) e al Poc (Piano operativo comunale) che comprendeva diverse novità nelle regolamentazioni urbanistiche. La battaglia si è però scatenata su un punto della delibera che introduce di fatto il divieto di apertura di nuovi «phone center» e di altri sportelli bancari nel centro storico. Ad innescare la miccia è stato il consigliere diessino Gandolfi che ha detto «no all’esclusione dei phone center dal centro storico perchè è una norma che non ha nessuna motivazione plausibile». Ma il dibattito si è ulteriormente infiammato dopo che Cattabiani (Civiltà parmigiana) si era detto d’accordo «con il limite ai phone center, mentre penso che per il servizio reso ai cittadini si possa rivalutare quella sugli sportelli bancari». «Prendo atto – ha detto ironicamente il capogruppo Ds Serventi – che per qualche esponente della maggioranza chi utilizza il servizio offerto dai phone center non è un cittadino». A rincarare la dose è stato poi Ablondi (Rifondazione comunista) che ha parlato di «un’operazione di carattere razziale» e Tommasini (Libera la libertà) si è detto «ndignato per questa scelta disgustosa». La maggioranza ha difeso a spada tratta il provvedimento con La Mantia (Fi) che ha parlato di «corretta regolamentazione», mentre Pallini (Civiltà parmigiana) ha sottolineato che è una normativa che «tutelerà i dipendenti che oggi vengono sfruttati senza limiti all’interno di queste strutture e che non ha nessun risvolto discriminatorio». Il suo capogruppo Zannoni ha parlato di «provvedimento legittimo e di accuse fuori luogo per una scelta che è meno restrittiva anche di quanto avviene, ad esempio a Fidenza».
L’assessore all’Urbanistica Galvani ha da arte propria ricordato che «si tratta di un’adozione e non di un’approvazione definitiva. E in ogni caso la Giunta, con questa scelta, ha semplicemente recepito un ordine del giorno approvato in consiglio comunale che chiedeva di dare uno «stop» a queste strutture in centro storico». Quindi, il voto, con un «muro contro muro» e l’approvazione con i 19 «sí» della maggioranza e 11 «no» dal centrosinistra compatto.
Tre nuovi seggi per votare.
All’unanimità è stata invece approvata una delibera che aumenta da 196 a 199 i seggi nel comune di Parma per le prossime tornate elettorali. I tre nuovi seggi saranno all’istituto «Sanvitale» di via Corso Corsi, a Vigatto e a Porporano e, come ha spiegato l’assessore ai Servizi demografici Monteverdi, «sono motivati dall’incremento di popolazione nel territorio comunale». Cutaia (Prc) ha chiesto che «si tenga conto in futuro anche dei disagi di buona parte dei residenti di Vigheffio che devono votare a Vicofertile» mentre Pinardi (Civiltà parmigiana) ha ricordato «la necessità di ulteriori riassetti, a iniziare da una parte di via D’Azeglio inserita nei seggi del quartiere Molinetto».
Sant’Eurosia, aperti nido e materna.
«Il nido e la materna di strada Sant’Eurosia sono stati aperti questa mattina (ieri per chi legge ndr) con un ritardo di sette giorni, che mi sembra accettabile e tutto nella struttura è a norma»: cosí l’assessore ai Lavori pubblici Lisi ha risposto a un’interpellanza di Mantelli (Margherita) che lamentava «lo slittamento di una settimana, senza adeguato preavviso alle famiglie, del trasloco delle lezioni dalla scuola di Mariano a quella di via Sant’Eurosia».

Gian Luca Zurlini