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da La Gazzetta di Parma del 5 gennaio 2005

Parma – Raid razzista a San Leonardo

Danneggiata l'auto di una famiglia senegalese. E sui muri scritte: "Via ai neri"

Sulle scale della palazzina di via Matilde di Canossa, nell’intrico di strade tra via Paradigna e San Leonardo, appena oltre il portone c’è appiccicato un foglio a quadretti scarabocchiato frettolosamente con la penna: «Firmate: io mi dissocio dalla scritta offensiva e meschina e solidarizzo con la famiglia». Quella famiglia di senegalesi che, ieri mattina, hanno trovato l’auto devastata dalla vernice e quella frase assurda a sporcare il muro di fronte a casa: «via i neri».
«Poveretti, quando hanno scoperto cos’era successo sono rimasti ammutoliti, immobili a guardare quello schifo». Il vicino, quello che ha appiccicato il foglio con le firme di solidarietà, scuote la testa, si stringe nella giacca a vento e racconta un gesto di cui non riesce a capacitarsi.

«Deve essere successo durante la notte. Al mattino ci siamo resi conto della frase sul muro e di quella altra scarabocchiata con la vernice nera sul cofano e sulle portiere della macchina parcheggiata nello stradello. Ovviamente è stata chiamata la polizia e il proprietario ha sporto denuncia. Ma resta da capire il perchè di quel gesto».

Come se un perchè si potesse immaginare, per un atto di puro e semplice razzismo che tanti nel quartiere stigmatizzano con forza mentre la famiglia di immigrati, padre, madre e due bambini, ha preferito mantenere il proprio dignitoso silenzio, allontanandosi per qualche ora da quella casa in cui abita da poco più di un anno.

«E’ brava gente, persone che lavorano – aggiunge un altro residente della zona. – Non hanno mai avuto problemi, magari sono un po’ riservati ma quando li incontri salutano e ti fanno sempre un sorriso».

Quello che si è spento quando si sono resi conto che il loro quieto trantran è bastato a scatenare la stupida arroganza di chi giudica dal colore della pelle. «Parliamo tanto di Europa, di modernità e poi succedono cose che non si possono che definire medievali – conclude un altro abitante della palazzina. – Quello che mi preoccupa, oltre al gesto in sè, è che queste persone possano credere che il quartiere sia d’accordo con chi ha scritto quelle parole, che la gente di questa parte di San Leonardo li voglia cacciare e ghettizzare. Una idea che è assolutamente falsa».

E forse è persino inutile dirlo, ribadire che la stupida preclusione non abita tra le case dove in tanti, adesso, sperano che frasi di questo genere non si debbano più vedere.

«Quella famiglia ha due bambini e non vogliamo che crescano sentendosi esclusi. Se uno sbaglia è giusto che paghi ma chi lavora e non dà fastidio deve essere trattato normalmente. Senza doversi vedere umiliato da frasi assurde e senza avere paura di parcheggiare l’auto sotto le finestre di casa. Parma deve imparare a essere una città aperta, disponibile per chi si inserisce».

Intanto però la grossa scritta con la vernice continua a infangare il muraglione sopra cui brillano, qua e là, le luci del recente Natale mentre il foglio a quadretti accoglie chi entra nel condominio con la sua concisa e sacrosanta conclusione: «E il responsabile si vergogni».