La presenza romena a Padova: quotidianità, lavoro, reti amicali e centri di aggregazione

Donatella Schmidt, antropologa e docente al Master di Studi Interculturali all’Università degli Studi di Padova, ha svolto un’inchiesta sulla comunità dei rumeni a Padova. Di seguito pubblichiamo la presentazione della ricerca.

Questo scritto si propone la finalità di presentare una panoramica della collettività romena a Padova
relativamente a quattro aspetti: la presenza maschile e femminile, le forme associazionistiche e i
giovani
. La metodologia utilizzata è incentrata sulla prossimità della ricercatrice con soggetti di
nazionalità romena che condividono il quartiere San Bellino all’Arcella (Quartiere 2, Padova Nord),
un’area con un’alta percentuale di stranieri immigrati. I profili che vengono presentati, tratti dalle
storie di vita delle persone, sono circoscritti a un periodo delimitato che include i mesi precedenti
alla sanatoria del 2002 fino all’attesa del decreto flussi 2006.

Dall’osservazione, dalle interviste e dai dati disponibili allo sportello immigrati appare evidente una
caratteristica della collettività romena: la presenza equilibrata di uomini e donne e di tutte le fasce di
età con la famiglia come protagonista. In questo senso i romeni appaiono diversi da altre collettività
dall’est di recente arrivo, ma già di una consistenza numerica significativa come quella dalla vicina
Repubblica Moldova o dall’Ucraina, a grande maggioranza femminile.

Fra i tanti spunti possibili, aperti dalla panoramica presentata, sarebbero utili almeno due ordini di
riflessioni: innanzi tutto un’attenzione alla centralità delle reti che ci direbbe modalità e
processualità attraverso cui le relazioni sociali all’interno della collettività si attivano e si collegano
alla società ospitante. In secondo luogo un’analisi del come Padova, città e Provincia, che la
collettività romena ha scelto per vivere, si sia attrezzata in termini di servizi e risorse in vista di un progetto di convivenza interculturale.