Risoluzione Agenzia delle Entrate del 18 marzo 2008 n. 100/E

Chiarimenti nell'ambito dell'iter relativo all'ingresso in Italia di lavoratori stranieri

RISOLUZIONE N.100/E

Roma, 18 marzo 2008

Prot. 2008/11474

Direzione Centrale Normativa e Contenzioso

OGGETTO: Istanza di interpello – Ministero dell’Interno – Dipartimento per
le libertà civili e l’immigrazione – Imposta di bollo –
Comunicazione di cui all’articolo 27, comma 1-bis, del D.Lgs. 25
luglio 1998, n. 286

Con istanza di interpello n. … , concernente l’interpretazione dell’art. 3
della Tariffa allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 642 è stato esposto il seguente

QUESITO

Il Ministero dell’Interno fa presente che il decreto legge 15 febbraio 2007,
n. 10, convertito con modificazioni dalla legge n. 46 del 2007, ha modificato
l’articolo 27 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni
concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello
straniero), al quale è stato aggiunto il comma 1-bis, che prevede “Nel caso in cui
i lavoratori di cui alla lettera i) del comma 1 siano dipendenti regolarmente
retribuiti da datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede
in uno Stato membro dell’Unione europea, il nulla osta al lavoro é sostituito da
una comunicazione, da parte del committente, del contratto in base al quale la
prestazione di servizi ha luogo, unitamente ad una dichiarazione del datore di
lavoro contenente i nominativi dei lavoratori da distaccare e attestante la
regolarità della loro situazione con riferimento alle condizioni di residenza e di
lavoro nello Stato membro dell’Unione europea in cui ha sede il datore di
lavoro. La comunicazione é presentata allo sportello unico della Prefettura-
Ufficio territoriale del Governo, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno”.
La comunicazione prevista dal comma 1-bis sopra riportato, sostituisce il
precedente iter relativo all’ingresso dei lavoratori stranieri, consistente nella
richiesta per il rilascio del nulla osta da parte del datore di lavoro. Una volta in
Italia i lavoratori sono tenuti a chiedere il permesso di soggiorno secondo le
ordinarie modalità.
Tanto premesso, si chiede di conoscere se la comunicazione di cui al
comma 1-bis dell’articolo 27 del D.Lgs. n. 286 del 1998, sia da assoggettare a
imposta di bollo.


SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL
CONTRIBUENTE

Il Ministero dell’Interno ritiene che la comunicazione prevista
dall’articolo 27, comma 1- bis, del D.Lgs. n. 286 del 1998 può essere qualificata
come dichiarazione sostitutiva di atto notorio e, in quanto tale, esente
dall’imposta di bollo.

PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

In riferimento al quesito in esame, in via preliminare si osserva che
l’articolo 3 della tariffa allegato A, parte I, annessa al DPR 26 ottobre 1972, n.
642, prevede l’applicazione dell’imposta di bollo nella misura di Euro 14,62 per
ogni foglio per “Istanze, petizioni, ricorsi e relative memorie diretti agli uffici e
agli organi, anche collegiali, dell’Amministrazione dello Stato, delle regioni,
delle province, dei comuni, loro consorzi e associazioni, delle comunità montane
e delle unità sanitarie locali, nonché agli enti pubblici in relazione alla tenuta di
pubblici registri, tendenti ad ottenere l’emanazione di un provvedimento
amministrativo o il rilascio di certificati, estratti, copie e simili”.

Ai fini dell’applicazione della predetta norma, va chiarito che per “istanze,
petizioni, ricorsi diretti agli uffici e organi dell’Amministrazione….” devono
intendersi tutti quegli atti che, sotto qualsiasi forma sono indirizzati alle
amministrazioni indicate nello stesso art. 3 per chiedere l’emanazione di una
deliberazione in relazione ad un determinato oggetto, ovvero l’adozione di un
provvedimento, oppure il rilascio di certificati, estratti, copie e simili.
Pertanto, sono da assoggettare all’imposta di bollo prevista dall’articolo 3
della tariffa in esame, le domande, petizioni e ricorsi presentati ai fini di cui
sopra, mentre non sono compresi nella sfera di applicazione della norma in
argomento quegli scritti che non hanno il carattere di istanze tese all’ottenimento
di un provvedimento.
In merito alla fattispecie prospettata si precisa che la comunicazione
prevista dall’articolo 27, comma 1 – bis, del D.Lgs. n. 286 del 1998, contiene una
serie di notizie (dati del committente, oggetto dell’appalto, dati dell’azienda
comunitaria appaltatrice, dati del responsabile dell’appalto, dati del responsabile
della sicurezza nei luoghi di lavoro) e di dichiarazioni (assunzione dei lavoratori
stranieri in ossequio alle vigenti disposizioni di legge ed in regola con gli
obblighi contributivi e previdenziali), ma non anche la richiesta dell’adozione di
un provvedimento ovvero del rilascio di un certificato.
Premesso quanto sopra, la scrivente ritiene che la comunicazione prevista
dall’articolo 27, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 286 del 1998, sia assimilabile alle
dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà di cui all’articolo 47 del DPR 28
dicembre 2000, n. 445. Infatti, ai sensi del citato art. 47, nella dichiarazione
sostitutiva dell’atto di notorietà possono essere dichiarati stati, qualità personali o
fatti che siano a diretta conoscenza dell’interessato, nonché stati, qualità e fatti
relativi ad altri soggetti di cui il dichiarante abbia diretta conoscenza. Atteso ciò,
si osserva che per tali dichiarazioni l’articolo 37, comma 1, dello stesso DPR n.
445 del 2000 prevede espressamente l’esenzione dall’imposta di bollo, regime,
quest’ultimo, applicabile anche in riferimento alla comunicazione oggetto della
presente istanza di interpello.

La presente viene resa dalla scrivente ai sensi dell’articolo 4, comma 2,
del Decreto Ministeriale 26 aprile 2001, n. 209, in risposta all’istanza di
interpello presentata dal Ministero dell’Interno.

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