Diritto d’asilo minacciato – Comunicato stampa del Consiglio Italiano per i Rifugiati

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati è gravemente preoccupato per le serie restrizioni al diritto d’asilo proposte dal governo.

Secondo la riforma annunciata verrà eliminata la seconda istanza di giudizio sulle richieste di protezione internazionale, in netto contrasto con la normativa europea, con i principi costituzionali e generali di diritto. “Ad ogni ladruncolo in sede penale viene data una seconda opportunità, che viene invece negata al potenziale rifugiato che potrebbe essere vittima di persecuzioni e in molti casi di tortura nel suo paese d’origine” dice Savino Pezzotta, Presidente del CIR. Vogliamo ricordare che secondo le statistiche europee ben il 30 per cento delle richieste d’asilo vengono accolte solo in seconda istanza. La modifica al decreto legislativo entrata in vigore neanche 3 mesi fa, prevede infatti che il richiedente asilo dopo aver avuto luna risposta negativa alla sua istanza debba subito rimpatriare per poi, magari, presentare un ricorso dal suo paese d’origine. “Queste modifiche proposte sono del tutto inaccettabili: vanno addirittura indietro rispetto alla Bossi-Fini del 2002, dove almeno una possibilità di riesame veniva garantita” continua Savino Pezzotta.

Per la prima volta in Italia verrà anche abolita la libertà di circolazione sul territorio nazionale, in aperto contrasto con le norme europee.

Sempre secondo le modifiche proposte, molti potenziali rifugiati si troveranno rinchiusi nei Centri di Permanenza Temporanea (CPT). Infatti, qualora il richiedente asilo presenti la sua domanda di protezione dopo un atto di respingimento o di espulsione, avuto per qualunque motivo, dovrà essere trattenuto nei CPT. Nella realtà odierna un gran numero di cittadini stranieri che arrivano, per esempio, a Lampedusa ottengono un respingimento prima ancora di aver avuto possibilità di chiedere asilo. Vista l’impossibilità di arrivare legalmente in Italia la stragrande maggioranza dei richiedenti asilo arriva in modo forzatamente irregolare attraverso gli sbarchi sulle nostre coste. Il CIR si chiede se è veramente intenzione del governo di riempire i CPT di tali persone.

Vogliamo infine ricordare che solo pochi giorni fa il Ministro Maroni aveva dichiarato che non era sua intenzione restringere il diritto d’asilo. Vogliamo tuttora credere che si mantenga questa linea e che la modifica della procedura d’asilo venga semplicemente cassata.

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