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Pacchetto sicurezza – Al Senato la discussione del DDL 733

200 euro di tassa sui permessi già approvata dalle commissioni a novembre. Passa il reato di ingresso e soggiorno irregolare

Erano i primi giorni di novembre quando il disegno di legge 733, ultimo pezzo del pacchetto sicurezza annunciato nell’estate scorsa, veniva approvato dalle commissioni riunite del Senato. Il testo approvato accoglieva la richiesta della Lega Nord di stabilire una tassa di 200 euro sulle pratiche di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno e sulle procedure per l’acquisizione della cittadinanza italiana.
Le polemiche di questi giorni interne alla maggioranza, rispetto all’introduzione, con il decreto legge anti-crisi, di una tassa di 50 euro sulle stesse procedure sembra però possa avere ripercussioni anche sul testo del discegno di legge in discussione.
A novembre la maggiornaza sembrava compatta, solamente l’emendamento che prevedeva la modifica dell’art. 35 del T.U. sull’immigrazione, quello riguardante le prestazioni indifferibili, urgenti e essenziali per gli stranieri irregolari, era stato escluso dal testo approvato, con la possibilità, ovvio, di ripresentare però l’emendamento in sede di discussione. La stessa possibilità che era stata annunciata rispetto alla moratoria sui flussi per il 2009 e 2010, anche questa annunciata a gran voce dalla Lega.
Il dietro front di questi giorni sulla tassa prevista nel decreto anti-crisi, considerata dagli stessi esponenti della maggiornaza un provvediemtno discriminatorio, non sembra quindi definitivo e la partita ora sarà rigiocata sul disegno di legge 733. Il Ministro dell’Interno Maroni, dal canto suo, prova una mediazione: “non si tratta di una tassa ma di un contributo” – dice il capo del Viminale ritrattando anche sull’importo di 200 euro – la cifra sarà stabilita di volta in volta a seconda di alcune variabili che verranno definite con Decreto Ministeriale e come previsto in altri paesi europei andrà da 10 a 400 euro“. La questione sembra abbia a che vedere con equilibri interni alla compagnie governativa che apre la strada a compensazioni e concessioni su altri terreni: la contropartita richiesta dalla Lega riguarda l’accelerazione del provvedimento sul federalismo fiscale, in cambio, oltre alla rivisitazione della tassa sui permessi, il carroccio sembra poter cedere anche sulla moratoria per il decreto flussi dei prossimi anni e sull’emendamento riguardante le cure mediche agli irregolari.

Ma l’unica certezza è quella di un testo, il DDL 733, dal carattere profondamente vessatorio nei confronti dei nuovi cittadini di questo paese: in discussione ci sono i costi sulle su rinnovi, ricongiungimenti e richieste di cittadinanza, il permesso di soggiorno a punti, le restrizioni sui matrimoni, sulla cittadinanza, sulle iscrizioni anagrafiche, sui permessi di soggiorno di lungo periodo, e la detenzione fino a 18 mesi nei centri di identificazione ed espulsione.

La discussione procederà nel mese di febbraio, mentre il 13 gennaio è già stato approvato l’articolo che prevede l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno irregolare, con una multa che varia da 5.000 a 10.000 euro.
Facile immaginare le ripercussioni di questo dispositivo sul sistema giudiziario, senza contare l’alto valore simbolico che una previsione di questo tipo mette in campo.

Nicola Grigion, Progetto Melting Pot Europa

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