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Europarlamento – Multe agli sfruttatori ma espulsione per gli sfruttati

Approvato il testo di una direttiva sullo sfruttamento degli irregolari. Ma gli invisibili rimangono tali

E’ stato votato dal Parlamento Europeo il testo di una direttiva che prevede un impianto sanzionatorio per chi sfrutta il lavoro dei migranti irregolari. La norma non si discosta però da ciò che già alcune legislazioni nazionali hanno da tempo previsto, quella italiana compresa.

Multe, pagamento delle retribuzioni e dei contributi non versati, esclusione dagli appalti, chiusure temporanee, nel caso di recidività, sanzioni anche dal punto di vista penale, sul fronte degli sfruttatori, ma per gli sfruttati, il destino rimane l’espulsione.
Se da un lato si prevedono la possibilità di denuncia da parte di terzi e la responsabilità anche delle ditte appaltatrici, rimane ristretta la possibilità di uscire dalla condizione di sfruttamento visto che ogni segnalazione si tradurrebbe in una auto-denuncia, con conseguente provvedimento di espulsione.
La previsione più controversa, o meglio, più incredibile, è quella che inserisce la possibilità di denuncia da parte del datore di lavoro che si accorga di aver erroneamente assunto un irregolare.

In questo modo l’impianto normativo perde di efficacia e applicabilità,
anzi, proprio il fatto di prevedere la denuncia, tra le possibilità del datore di lavoro, consegna ancora una volta allo stesso l’arma del ricatto nei confronti dei migranti.

I migranti verrebbero rimpatriati e dal loro paese potranno risquotere le cifre dovute anche appoggiandosi ad associazioni o sindacati. Poco o niente per chi ha intrapreso un tortuoso e rischioso percorso migratorio per costruirsi un futuro diverso.

Nicola Grigion, Progetto Melting Pot