Parma – Cure per tutti, anche per i sans papier!

Si moltiplicano le iniziative in città contro quell’articolo del disegno di legge 733 che introduce la possibilità per gli operatori sanitari di Azienda USL e Azienda Ospedaliera di denunciare i migranti irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie, passato al Senato e ancora in attesa del voto della Camera.

L’Ordine provinciale dei medici in una riunione tenutasi giovedì 12 febbraio si è espresso contro la proposta di modifica di legge e dovrebbe presto rendere pubblico un documento in cui si renderanno pubbliche le motivazioni della contrarietà di questa importante categoria di operatori della sanità. La modifica di legge proposta, secondo i medici, viola innanzi tutto il codice deontologico che impone di prendersi cura delle persone, al di là dello stato giuridico. Inoltre, sottolineano, il rischio per la salute ricadrebbe non solo sui migranti irregolari, ma su tutti i cittadini, con i rischi di contagio e il pericolo della diffusione di una medicina clandestina e di pratiche abortive clandestine, e all’impossibilità di fare prevenzione.

Un grido di allarme, dunque quello dei medici. Ma già in città si vedono chiaramente i segni di una modifica di legge che ha i suoi effetti prima ancora di entrare in vigore.
Lo Spazio Salute Immigrati, struttura della Azienda sanitaria che proprio ai migranti irregolari offre il servizio di medicina generale e pediatria, oltre ad altre prestazioni specialistiche ed al servizio di mediazione per migranti in regola con il permesso di soggiorno, avverte già i segnali di cambiamento. Visite disdette, calo dell’affluenza nei giorni di visita e numerose telefonate di persone che chiedono informazioni sulla “nuova legge”.

E un grido si alza anche dal mondo associativo parmense.
Legambiente ha lanciato nei giorni scorsi un appello firmato da oltre venti associazioni, non solo ambientaliste della città, per chiedere alle autorità locali che sia garantito il diritto alla salute per tutti e per denunciare l’effetto devastante di una legge non ancora approvata ed in vigore.
Nell’appello si chiede che le autorità comunichino che nel nostro territorio tali denunce non saranno effettuate.

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I medici di Parma non denunceranno i clandestini
«Diritto alla salute per i clandestini»

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