Venezia – Dal Consigliere comunale Caccia: ancora respingimenti ingiustificati della polizia di frontiera

Il Comune deve tornare al porto di Venezia per difendere il diritto d'asilo

“Ero presente alla denuncia pubblica, l’altra sera al Teatro Toniolo nel corso della serata ‘Il porto dei destini sospesi’, e credo che la Città non possa chiudere gli occhi di fronte alla continua violazione dei diritti umani fondamentali che si sta verificando alla frontiera del Porto di Venezia.”

Così il consigliere comunale e candidato della lista “in comune con Bettin”, Beppe Caccia, dopo che gli attivisti della rete Tuttiidirittiumanipertutti hanno rivelato come nel corso dell’ultimo anno, nonostante il silenzio ufficiale delle Autorità, sia proseguita la pratica inumana e ingiustificata del respingimento alla frontiera dei richiedenti asilo che arrivano sui traghetti provenienti dalla Grecia.

“In porto vengono sistematicamente violate le Convenzioni internazionali come quella di Dublino, la legge italiana in materia di asilo e le stesse circolari applicative del Ministero dell’Interno.

Vengono infatti respinte centinaia di persone in fuga da tragiche situazioni di guerra, perseguitati per ragioni politiche, religiose o etniche, vittime nei paesi di provenienza di sistematiche violazioni dei diritti fondamentali, che cercano di approdare in Europa, imbarcati come ‘clandestini’ da bande senza scrupoli sulle navi in arrivo dalla Grecia nel nostro porto.

Proprio per questi motivi, il Servizio Rifugiati del Comune, realtà all’avanguardia nel campo dell’accoglienza dei richiedenti asilo, è stato tre anni fa costretto a sospendere il proprio intervento in ambito portuale e, paradossalmente, lo stesso Consorzio Italiano per i Rifugiati (CIR) che agisce su mandato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite (UNHCR) e del Ministero dell’Interno incontra serie difficoltà nell’espletare i propri compiti di assistenza agli stranieri che giungono alla frontiera marittima.

Oltre seicento persone hanno partecipato all’iniziativa dell’altra sera al Toniolo e decine di associazioni hanno, in questi mesi, preso posizione su questo tema. E’ ora che anche l’Amministrazione Comunale chieda con più forza al Prefetto e alle Autorità di polizia competenti il rispetto della normativa per il diritto d’asilo e che lo stesso Comune torni con i propri operatori a presidiare il Porto e ad offrire la propria assistenza alle donne, agli uomini, ai bambini che arrivano a Venezia in cerca di aiuto e protezione.”

Venezia, 20 marzo 2010