Bologna respinge il razzismo e costringe il Comune al dietro-front!

Questa vittoria è merito della campagna di dissenso e di pressione che in breve tempo si è sviluppata in città. La reazione di movimenti, cittadini, partiti, sindacati ed istituzioni ha saputo bloccare un provvedimento discriminatorio la cui gravità non era stata colta da chi l’aveva approvato.

E’ la dimostrazione che nessuna legge può essere imposta ed applicata automaticamente quando c’è una collettività che mette in atto una resistenza attiva, che manifesta la propria indignazione producendo dibattito, discussione, mobilitazione.

Da parte nostra abbiamo creduto fino in fondo che questa battaglia per la cancellazione di un requisito stigmatizzante fosse una questione di civiltà contro le leggi che constringono i migranti alla clandestinità forzata, contro il discorso pubblico che troppe volte cerca negli stranieri il capro espiatorio di fronte ad una politica di riduzione dei servizi di welfare.

Abbiamo investito le nostre forze senza riserve per raggiungere questo risultato affinché fosse chiaro che le disposizioni razziste ed i discorsi leghisti non devono avere cittadinanza.

Bologna oggi ha saputo dare un segnale chiaro: le leggi razziste non vanno applicate!

TPO, Bartleby, Ya Basta

Bologna 14 aprile 2010

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