tratto da: Asgi.it

Discriminazioni – La PEC, posta elettronica certificata solo per i cittadini italiani

Il Ministro Brunetta se ne accorge e assicura il suo impegno perché il servizio venga esteso anche agli stranieri residenti

La presa di posizione di Brunetta a seguito della protesta di un cittadino albanese residente in Italia. Secondo il Ministro la normativa attuale non consente l’estensione del servizio agli stranieri.

Decreto-legge 29.11.2008, n. 185 (art. 16 bis)

Il 26 aprile scorso il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha dato il via al nuovo servizio di Posta Elettronica Certificato, che consentirà al cittadino di dialogare con gli uffici della Pubblica Amministrazione, inviando e ricevendo messaggi di testo ed allegati con lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricevimento.

Peccato che il servizio è riservato ai soli cittadini italiani maggiorenni e ne vengono esclusi in maniera assoluta i cittadini stranieri, comunitari ed extracomunitari, regolarmente residenti in Italia. Una discriminazione assolutamente irragionevole, come sottolineato dal un cittadino albanese, residente da molti anni in Italia, che ha interrogato il Ministro Brunetta con un messaggio inviato al sito del Ministro, il quale ha risposto prontamente concordando con il cittadino albanese che ” i processi di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione debbano andare a beneficio di tutti coloro che vivono e lavorano nel nostro Paese, indipendentemente dalla cittadinanza”. Il Ministro Brunetta prosegue affermando che “l’estensione del servizio Postacertificat@ a chi, straniero, risiede in Italia è impedita dalle previsioni di legge”, ma che è sua intenzione modificare quanto prima questa situazione, presentando al Parlamento una modifica normativa e trovare fin da subito delle “soluzioni tecniche in grado di consentire il rilascio del servizio ai residenti che non sono cittadini italiani”.

Difatti, il decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 (art. 16 bis), presentato dunque dal Governo, di cui fa parte il Ministro Brunetta, e poi il D.P.C.M. 6 maggio 2009 (“Disposizioni in materia di rilascio e di uso della casella di posta elettronica certificata assegnata ai cittadini”), che vede lo stesso Brunetta quale firmatario, prevedono come assegnatari del servizio i “cittadini”, piuttosto che i “residenti”, dando così origine all’esclusione dei cittadini stranieri.

Con riferimento ai cittadini di altri paesi membri dell’Unione europea regolarmente residenti in Italia, tale esclusione appare in palese violazione delle norme di diritto europeo ed in particolare con il principio di parità di trattamento e di non-discriminazione, che , a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, lo scorso 1 dicembre, ha assunto il rango di diritto fondamentale dell’Unione.

Con riferimento agli altri cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia, l’esclusione dal servizio di Posta certificata appare in palese violazione del principio di uguaglianza, in quanto non sussiste una ragionevole causa giustificatrice dello sfavorevole trattamento riservato allo straniero rispetto al cittadino, alla luce dei parametri sanciti dalla giurisprudenza della Corte costituzionale con la sentenza n. 432/2005.

Insomma, un’altra misura discriminatoria varata dal Governo italiano, che ora, tardivamente e con un certo risalto mediatico, cerca di prenderne le distanze.

Informazioni sulla PEC dal sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione

La risposta del Ministro Brunetta alla protesta del cittadino albanese sull’esclusione dei cittadini stranieri dal servizio[

Il D.P.C.M. 6 maggio 2009. “Disposizioni in materia di rilascio e di uso della casella di posta elettronica certificata assegnata ai cittadini”