Per la libertà di movimento, per i diritti di cittadinanza

tratto da Misna.org

Rosarno – Rivolta migranti fu causata da sfruttamento iniquo, 31 arresti

Sfruttamento e condizioni di vita inique e estreme: queste motivazioni alla base della rivolta degli immigrati di Rosarno avvenuta lo scorso 7 gennaio, come emerso da indagini che oggi hanno portato all’arresto di diverse persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere, violazione della legge sul lavoro e truffa. Come da tempo denunciato dalla Chiesa, da associazioni e da rappresentanti della società civile, il fenomeno del ‘caporalato’, punta visibile di un sistema malavitoso in grado di controllare il territorio e di dettare le sue leggi, è stata la causa determinante dei fatti di Rosarno. In queste ore le forze dell’ordine stanno eseguendo 31 ordinanze di custodia cautelare (nell’ambito di un’operazione chiamata ‘Migrantes’) emesse dal giudice per le indagini preliminari (gip) della Procura della Repubblica di Palmi dopo che le indagini hanno permesso di scoprire, secondo una nota diffusa dalla procura, che “vi erano… condizioni di assoluta subordinazione in cui versavano i migranti, finiti nelle mani di persone che, sotto gravi minacce di ritorsioni, imponevano opprimenti e inique condizioni lavorative”. I lavoratori erano costretti a turni di 12-14 ore al giorno a fronte di una paga che quotidianamente non superava i 20 euro; chi si ribellava subiva minacce e ritorsioni. La rivolta dei migranti seguì il ferimento di alcuni di loro. Nell’ambito della stessa inchiesta, gli inquirenti hanno ordinato il sequestro di una ventina di aziende e di terreni per un valore stimato di 20 milioni di euro, frutto di illecito arricchimento e funzionali alla sfruttamento della manodopera straniera. Scoperte anche truffe ai danni degli enti previdenziali