Welcome – La manifestazione a Venezia

Comunicato stampa della rete tuttiidirittiumanipertutti

Circa cinquecento persone, nonostante la pioggia battente, hanno raggiunto oggi il porto di Venezia per protestare contro tutti i respingimenti dei profughi e per il diritto d’asilo all’interno della campagna internazionale Welcome! Indietro non si torna che vede oggi iniziative di protesta ai principali porti dell’Adriatico e mobilitazioni a Igoumenitsa e Patrasso, le città greche da cui tentano di fuggire e dove la polizia portuale italiana respinge ogni migliaia di potenziali richiedenti asilo provenienti dall’Afghainistan, dal Kurdistan, ma adesso anche dalla Somalia, dall’Eritrea o dal Sudan dopo che si è avviata la prassi dei respingimenti anche verso la Libia.
Si tratta sempre di pratiche illegali che violano tutti i testi di legge nazionali, internazionali e comunitari sull’asilo, denunciate più volte dall’Onu come dal Consiglio d’Europa.

La manifestazione veneziana, lanciata dalla Rete di Associazioni Tuttiidirittiumanipertutti, è partita alle 11:00 dalla stazione ferroviaria S. Lucia, dopo aver aspettato manifestanti provenienti da Bologna, Reggio Emilia, Trieste, Parma. Molto alta la presenza dei rifugiati. Tantissime le associazioni tra cui Emergency, con GIno Strada, ma anche Pax Christi a fianco degli attivisti del centro sociale Rivolta di Marghera e dei Magazzini del S.A.L.E. di Venezia.

In apertura un enorme striscione di 10 metri: Welcome, Indietro non si torna, per il diritto d’asilo e contro tutti i respingimenti, 20 giugno 2010. Il corteo, colorato, accompagnato da musica e slogan, ha attraversato il ponte di Calatrava e ha poi raggiunto la zona antistante il porto.

Lì si sono susseguiti numerosi interventi, proprio davanti alle sbarre dell’ingresso che sono state attraversate da una delegazione, composta anche da Gino Strada, che ha potuto srotolare all’interno del porto un enorme “zerbino” di erba sintetica con su scritto WELCOME.
la casa è Venezia, il messaggio è rivolto a chi arriva dal mare.

Di seguito alcuni estratti dei principali interventi:

Gino Strada, Emergency: Noi siamo qui con voi oggi perché crediamo in questa battaglia cercando di fare ciò che possiamo. A Marghera. in Settembre, Emergency aprirà un poliambulatorio per tutti i cittadini, con o senza permesso di soggiorno, e anche per le persone di questo nuovo paese del terzo mondo che è l’Italia, che prima o dopo dovremo andare noi nei paesi da cui fuggono queste persone a chiedere ospitalità per come qui si stanno svilendo i diritti e la dignità delle persone. Il porto di Venezia deve diventare davvero un porto, un luogo dove si arriva e non un luogo come questo da cui anche chi ha diritto non passa. Grazie ai rifugiati, a quelli che sono riusciti ad arrivare, di essere qui ad arricchirci.

Gian, rifugiato afghano, 19 anni: “Da minorenne sono stato respinto due volte al porto dalla polizia italiana. Io vi auguro di non provare mai una cosa del genere. Mi hanno trvato e catturato, ho firmato un foglio che non capivo e sono stato rimandato all’inferno dopo essere stato caricato di nuovo sulla nave. In Grecia non si sta bene, non c’è nessun diritto, vivevamo nascosti sempre con la paura. alla fine ce l’ho fatta, sono in Italia e qui sto bene, ma quanto è stato difficile, quanti stanno morendo per riuscire a chiedere asilo politico”.

Alessandra Sciurba, Rete Tuttiidirittiumanipertutti: “Questa è la nostra giornata del Rifugiato, non una cerimonia ma un moto di indignazione contro tutte le prassi illegali che si abbattono su persone in fuga da guerra e persecuzione. Non aspetteremo che un altro ragazzino di 13 anni come Zahere Rezai muoia tra le strade di questa città per dire che queste pratiche illegali devono finire. Ne va della civiltà di questa società e dei diritti di tutti. Non è un caso che lo stesso ministro degli Interni che oggi manda impunemente verso la tortura migliaia di persone che avrebbero diritto all’accoglienza beffandosi di tutte le leggi, sia lo stesso che esprime solidarietà incondizionata a chi è stato condannato per reati simili alla tortura commessi durante il G8 di Genova nel 2001. Combattere per il diritto d’asilo è combattere per i diritti di tutti noi”.

Gianfranco Bettin, Assessore alle politiche giovanili, Comune di Venezia: “Indietro non si torna rispetto al livello di diritti che è necessario garantire, la Costituzione è dalla nostra parte e l’amministrazione lavorerà in questa direzione. è necessario a questo punto che si interloquisca col Ministero per convincerlo a mutare posizione e a superare la politica dei respingimenti dando attuazione piena ai trattati che impongono l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo, e su questo il Comune di Venezia farà la sua parte”

Neva Cocchi, Ya Basta! Bologna: “Siamo venuti da una città che non è di frontiera fino a questa frontiera dell’Adriatico a dire che non solo tutti i respingimenti devono cessare immediatamente, ma che il diritto d’asilo deve essere pienamente rispettato, che va costruita un’accoglienza fatta davvero di diritti non solo all’accesso all’asilo ma anche all’allogggio, alle cure mediche, all’istruzione. Non ne possiamo più di sentirci chiedere dai rifugiati perché ogni giorno la loro dignità venga calpestata”

Associazione Kinisi di Patrasso e Solidarity Group di Igoumenitsa, Grecia (estratto di comunicato scritto per questa giornata a Venezia): “Il venti giugno il mondo ricorda i rifugiati. E noi vogliamo usare questo giorno per ricordare non solo le ragioni per cui le persone diventano rifugiati, ma anche per protestare contro il modo in cui l’Europa accoglie i profughi. Stiamo denunciando le condizioni in cui i profughi vivono in Grecia e vengono trattati dal governo greco: qui non esiste l’asilo politico, ma solo detenzione e deportazioni illegali. Ma stiamo denunciando anche il modo in cui i governi, la polizia e le autorità portuali e costiere italiane e greche trattano i profughi”.