da Repubblica on line del 25 marzo 2011

A Restinco sciopero della fame Palese, ospiti in sovrannumero

Nel Cie di Brindisi tunisino si ferisce per disperazione e fa scattare la protesta dei reclusi

di Francesca Russi

A Restinco sciopero della fame Palese, ospiti in sovrannumero

Alle 20,40 sono arrivati all’aeroporto di Bari altri cento migranti tunisini. Continuano i trasferimenti dall’isola di Lampedusa al capoluogo pugliese. Ieri però è stata una giornata più tranquilla. Nel centro di accoglienza per richiedenti asilo di Palese sono stati portati solo in cento a differenza di mercoledì, giornata in cui sono giunti in 460. Arrivi da un lato e partenze dall’altro. Nel pomeriggio infatti hanno lasciato la struttura di Bari 50 tunisini diretti al centro di accoglienza di Mineo in provincia di Catania. Il ponte aereo triangolare che collega Lampedusa, Bari e Mineo rimarrà attivo anche oggi e domani per consentire ulteriori trasferimenti.

Il numero di migranti ospiti nei moduli prefabbricati del Cara arriva dunque a 1325. La capienza massima del centro di accoglienza situato all’interno dell’aeroporto militare barese è di 940 ma dai primi giorni di febbraio il tetto è stato superato. Gli operatori della cooperativa Auxilium che gestisce la struttura hanno predisposto brandine e materassi per poter ospitare gli ospiti in sovrannumero. Oltre la metà dei presenti sono di nazionalità tunisina e hanno chiesto lo status di rifugiati.
Affollato anche il centro di identificazione ed espulsione di Restinco in provincia di Brindisi dove in questi giorni è in corso uno sciopero della fame da parte dei migranti. La protesta sarebbe nata a seguito di una discussione tra un ispettore di polizia e un tunisino detenuto nel centro. A darne notizia è l’emittente Radio Onda Rossa. Il tunisino avrebbe avuto domenica notte una violenta discussione con un poliziotto che lo stava insultando e così, per disperazione, si sarebbe tagliato la gola con un coltello. Il ragazzo sarebbe stato portato in infermeria e tutti gli altri avrebbero proclamato lo sciopero della fame. La tensione nel Cie rimane alta.