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Un nuovo Approccio Globale in materia di Migrazione e Mobilità

di Alessandro Fiorini

Il 18 novembre la Commissione europea ha pubblicato una Comunicazione sull’Approccio Globale in materia di Migrazione e Mobilità (GAMM).

Di cosa si tratta?
Nel 2005 l’Unione europea aveva adottato l’Approccio Globale in materia di Migrazione (GAM) come quadro generale della politica esterna europea in materia di immigrazione, per affrontare tutti gli aspetti rilevanti in materia di immigrazione in collaborazione con i Paesi terzi.

Tale quadro politico si basava su 3 pilastri (migrazione regolare, migrazione irregolare, migrazione e sviluppo) e all’interno della sua cornice si possono far rientrare vari strumenti (giuridici, politici, operativi) utilizzati dall’UE per rafforzare la cooperazione con i Paesi terzi, fra cui: Partenariati per la Mobilità (siglati finora con Moldavia, Capo Verde, Georgia, Armenia), accordi per la facilitazione dei visti, accordi di riammissione, dialoghi politici, oltre che una lunga serie di progetti in materia di migrazione finanziati in Paesi non UE (circa 300, per un totale di 800 milioni di euro).

Lo scopo di questa Comunicazione è quello di proporre un rinnovato Approccio Globale in materia di Migrazione e (ora anche) Mobilità, laddove l’aggiunta della parola “Mobilità” si riferisce soprattutto all’attenzione dedicata dal nuovo Approccio Globale alla politica in materia di visti di breve durata, strumento comprensibilmente strategico per ottenere la cooperazione dei Paesi terzi.

Ai tre pilastri originari, inoltre, se ne aggiunge ora uno relativo alla protezione internazionale e alla dimensione esterna della politica europea in materia di asilo.

Il nuovo GAMM punta ad utilizzare i vari strumenti in materia di cooperazione con i Paesi terzi in maniera sistematica e strutturata, attraverso due principali quadri operativi:
1. i Partenariati per la Mobilità, che dovranno essere promossi come il principale quadro per la cooperazione nell’area della migrazione e mobilità fra la UE e i suoi partner. Si tratta di accordi ritagliati su misura e focalizzati sugli interessi comuni di UE, Stati membri partecipanti e Stato terzo partner, come facilitare e organizzare la migrazione regolare, definire misure per affrontare la migrazione irregolare e rafforzare il rapporto fra migrazione e sviluppo. Tali Partenariati offriranno anche la facilitazione dei visti, in cambio della contemporanea conclusione di accordi di riammissione;

2. le Agende comuni su migrazione e mobilità, che conterranno obiettivi comuni ma non l’intero spettro di impegni dei Partenariati per la Mobilità.

Si tratta, in entrambi i casi, di dichiarazione politiche fra, da un lato, l’Unione europea e gli Stati membri interessati a partecipare e, dall’altro, il singolo Paese terzo partner, basate su impegni reciproci, ma formalmente non vincolanti.

Venendo alla parte più interessante ai nostri fini, cioè il “terzo pilastro” del nuovo Approccio Globale (“Promuovere la protezione internazionale e rafforzare la dimensione esterna della politica di asilo“), la Comunicazione della Commissione sottolinea come l’Unione europea debba aumentare la cooperazione con i Paesi terzi al fine di rafforzare i loro sistemi di asilo e la loro normativa interna in materia di asilo, nel rispetto degli standard internazionali.

Per raggiungere questo obiettivo, lo strumento principale individuato sono i Programmi di Protezione Regionale, diretti a rafforzare i sistemi di asilo delle regioni e dei Paesi partner. Alcuni sono già attivi (e si propone di rafforzarli), altri dovranno essere proposti, con un graduale maggior coinvolgimento dell’EASO (l’Ufficio europeo di Sostegno per l’Asilo, agenzia UE con sede a Malta) e più attenzione al reinsediamento, per il quale dovrebbero essere messi a disposizione più posti e previste più garanzie procedurali per i rifugiati.
A tal fine, la Commissione ha già proposto nel 2009 un programma comune di reinsediamento a livello UE (comunque sempre basato sulla volontarietà dei singoli Stati membri).

I nuovi fondi europei proposti dalla Commissione per il periodo 2014-2020 serviranno anche a finanziare le azioni per l’Approccio Globale in materia di Migrazione e Mobilità.