Rimini – Casa Madiba: ponte tra scuola, nuovi diritti e accoglienza degna

Nota degli attivisti di Casa Madiba e del Lab.Paz Project dopo l'incontro con gli studenti del Liceo socio pedagogico di Rimini

Dopo la partecipata e stimolante assemblea di ieri sera sul diritto all’abitare, promossa come tappa di avvicinamento alla scadenza romana del 12 aprile, questa mattina Casa Madiba ha accolto e ospitato 27 ragazze e ragazzi della 2°C del liceo delle scienze umane M. Valgimigli, accompagnati dalla loro insegnante, la Prof.ssa di pedagogia e psicologia Maria Antonella Colangelo. Il motivo dell’uscita scolastica e dell’incontro era un progetto incentrato sulla tematica della libertà e della pace che l’insegnante ha voluto declinare all’interno di un’esperienza cittadina reale di costruzione di nuovi diritti.

La mattinata si è suddivisa in due momenti: il primo ha visto la presentazione dello spazio occupato e dei vari progetti che si svolgono all’interno: dai laboratori di approfondimento e autoformazione tra cui la scuola Madiba, all’esperienza del Laboratorio di recupero e riutilizzo A.P.E (Autorecupero_Partecipazione_Ecosostenibilità), alla creazione di momenti di autofinanziamento e socialità come l’aperitivo Madiba.

Con le studentesse e gli studenti è stata condiviso il motivo per cui è nata Casa Madiba, partendo dalla necessità di sottrarre spazi al degrado e all’abbandono per rispondere a bisogni materiali come quello della casa ma anche per creare spazi comuni di sperimentazione e costruzione di nuovi diritti, relazioni, cultura e cittadinanza.

La progettualità di Casa Madiba ha affascinato la classe per diversi motivi tra cui, in particolare, la pratica dell’autogestione degli spazi e la risposta concreta posta in essere rispetto alla tematica dell’emergenza abitativa, entrambe accolte dai ragazzi con entusiasmo e complicità.

La seconda metà della mattinata ha visto protagonisti gli abitanti della casa, che hanno raccontato la loro esperienza a partire dal viaggio che li ha portati dalla loro terra di origine fino a Casa Madiba, spiegando le esperienze di guerra e repressione che hanno affrontato sia in Africa che in Italia, riguardanti anche il fallimentare progetto dell’Emergenza Nord Africa il quale non ha saputo rispondere a nessuna delle esigenze reali che queste soggettività hanno espresso. Gli abitanti della casa sono riusciti a trasmettere la necessità di costruire insieme alla cittadinanza le progettualità di Casa Madiba e di ampliarle a partire dai bisogni e dalle competenze che ognuno ha. Gli studenti hanno potuto apprezzare come l’occupazione di Casa Madiba non abbia tolto nulla a nessuno, ma anzi abbia restituito ricchezza alla città, sottoforma di produzione di welfare, nuovi diritti, cultura.
E’ stata anche l’occasione per citare, durante la discussione, l’esperienza di costruzione della Carta di Lampedusa come strumento/patto costituente fra tanti intorno al nodo della rottura del confine e per la piena promozione dei diritti di cittadinanza e di un’accoglienza degna.

La classe e l’insegnante si sono infine impegnat a sostenere Casa Madiba con materiali scolastici e partecipando attivamente ai progetti.

Il commento di Alice Scuola Madiba:

La Carta di Lampedusa, Parte II, Libertà di restare II, Punto B
Diritto all’abitare

“La Carta di Lampedusa afferma il diritto di ogni essere umano di ottenere, conquistare e costruire la possibilità di abitare in un luogo adeguato al proprio progetto di vita e rispettoso di tutte le dimensioni, sempre sociali e relazionali, in cui possa realizzarsi la sua esistenza.”