Ancora Lampedusa – 180 morti al largo dell’isola

Intanto riapre informalmente il Centro di Contrada Imbriacola

Era venerdì mattina quando sul molo di Lampedusa sono sbarcate circa 1400 persone, per lo più di origine eritrea, somala o siriana, con tre sbarchi distinti, il primo di circa 350 persone, il secondo di circa 90, il terzo di un migliaio. In questi mesi, con loperazione Mare Nostrum, l’isola pareva defini9tivamente scomparsa dalle rotte. I morti del 3 ottobre, avevano costretto i governi europei ad interrompere lo spettacolo del confine andato in scena per anni nei pressi dell’isola.

Sul molo Favaloro sono moltissime le donne e i bambini, anche molto piccoli o neonati. ci sono poi l’Esercito ed i Carabinieri, l’ONG Save The Children con un mediatore culturale, alcuni medici e la cooperativa Lampedusa Accoglienza, quella delle disinfestazioni di dicembre, che ancora detiene l’appalto (mai rescisso) per la gestione del Cpsa. Verso le 16.00 arriva anche una rappresentante dell’UNHCR. Nelle vicinanze, pronti a dare tutto il supporto possibile, la Chiesa Valdese con il progetto Mediterranean Hope, la Congregazione delle suore dei Poveri e gli avvocati del “Progetto Lampedusa” della Scuola Superiore dell’Avvocatura, giunti sull’isola al fine di fornire supporto giuridico per la tutela dei diritti fondamentali dei migranti.
Tutti fanno il possibile per portare aiuto ai migranti, ma fa caldissimo e le persone sono costrette a rimanere per ore sull’asfalto bollente senza scarpe, in attesa di essere trasportati al CSPA di Contrada Imbriacola. Il centro è formalmente chiuso per il protrarsi dei lavori di ristrutturazione, ma viene riaperto d’urgenza e in deroga in casi emergenziali.
Almeno due persone vengono portate via con l’ambulanza, molti soffrono per la disidratazione.
Ma loro ce l’hanno fatta. Non è stato così invece per i 181 migranti che su quel molo non sno mai riusciti ad arrivare.

“Su quel barcone eravamo in 750, ci siamo salvati soltanto in 569, gli altri 181 sono morti, molti annegati quando ci siamo avvicinati al mercantile danese che ci stava aiutando”.
Tra le vittime, anche in questo caso, ci sarebbero state anche molte donne e bambini. Il bilancio ufficiale della tragedia resta però di trenta morti: ventinove uccisi dalle esalazioni di gas di scarico nella stiva della piccola imbarcazione, e una deceduta durante il trasferimento in ospedale.