Europa bipolare, piange i morti e chiude ai profughi

Passpartù del 15 maggio 2015

La notte tra il 18 e il 19 aprile scorso un barcone carico di profughi affonda nelle acque del Mediterraneo, i morti sono circa 700. L’Europa si mobilità e quattro giorni dopo pubblica un piano strategico. Ad un mese da quella tragica notte gli incontri tra i capi di stato europei si susseguono ma in cosa consiste effettivamente la strategia messa in campo dall’Unione? E quanto servirà realmente a limitare le morti in mare?

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La triplicazione dei fondi alla missione Triton non lascia trasparire niente di buono: l’agenzia europea Frontex che di questa missione è coordinatrice non ha infatti tra i propri compiti statutari il salvataggio dei migranti in mare, ma il controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea e l’analisi di quei flussi migratori che l’agenzia stessa definisce “irregolari” e che, aldilà del gergo tecnico, sono rappresentati da flussi di richiedenti asilo, vittime di tortura e profughi di guerra.
Ma questo è solo una delle strategie d’azione messe in atto dall’Europa. Le altre, comunque, non danno maggiore fiducia.

Ospiti della puntata:
Chiara Favilli, Docente Diritto dell’Unione Europea dell’Università di Firenze
Enrico Calamai, Già Console italiano in Argentina

Passpartù:
La selezione musicale è curata da: Jahman
Passpartù, la radio a porte aperte è un programma a cura di Marco Stefanelli e Marta Menghi
In redazione questa settimana: Marta Menghi, Marco Stefanelli
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