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La cooperazione tra Unione Europea, Spagna e Marocco uccide

Arresti di massa, deportazioni e altri due morti! Quei morti dimenticati!

Dal 3 ottobre 2015, notte in cui 200 migranti hanno tentato di attraversare le barriere di Ceuta (enclave spagnola, ndt) e in cui 87 ci sono riusciti, si sono succeduti molti altri tentativi di attraversamento da parte di centinaia di migranti. In seguito, il Marocco ha deciso di potenziare la presenza militare e le misure di sicurezza presso la frontiera.

Mappa: Elsa Tyszler
Mappa: Elsa Tyszler

Il 9 ottobre 2015, due migranti, un camerunense e un guineano, sono morti tentando di attraversare il confine. I due si trovavano su una imbarcazione che cercava di entrare a Ceuta la mattina del 9 ottobre. Intercettati dalla Marina Militare marocchina, sono stati catturati e picchiati a morte. Una dozzina di altre persone presenti sulla stessa barca, testimoni dell’accaduto, sono stati fatti salire su un furgone, chiusi a chiave e portati alla stazione di polizia di Fnideq.

In questi giorni, tutti i tentativi di attraversamento del confine sono stati repressi attraverso l’uso della violenza estrema da parte della Gendarmeria e dalle Forze Ausiliarie marocchine. Tutti coloro che hanno cercato di oltrepassare le barriere sono stati violentemente arrestati e trasportati con dei bus nella zona sud del Marocco.

Allo stesso tempo, i boschi e gli accampamenti di migranti attorno a Ceuta sono stati setacciati. Centinaia di migranti sono stati arrestati e deportati nel Marocco meridionale in bus. Nel corso degli arresti, le forze marocchine hanno dato prova di estrema brutalità, ferendo seriamente molti dei malcapitati. Tutti gli effetti personali dei migranti accampati nelle boschi sono stati bruciati o distrutti, mentre alcuni gruppi di migranti sono stati lasciati nel deserto e altri portati alla periferia di alcune città marocchine.

Più di un centinaio di uomini, donne e bambini, alcuni feriti, sono stati portati a Tiznit dopo le retate nei boschi di Castillo nei pressi di Ceuta. Lasciati senza cibo per diversi giorni, è stato loro impedito di lasciare l’area circoscritta dalla polizia, inclusa la possibilità di prendere autobus.

Foto: José Palazón
Foto: José Palazón

Altri gruppi di migranti si trovano in situazioni simili nelle città di Taroudant e Agadir. Altri sono stati probabilmente lasciati nel deserto nel sud del Marocco.

Il 10 ottobre 2015, si sono verificati nuove atrocità durante delle retate a Bukalef e nelle foreste attorno a Ceuta. A Bukalef, la polizia ha bruciato gli accampamenti e arrestato 60 persone, anch’esse deportate altrove con i bus. Altri sono stati brutalmente picchiati e sono scappati. In seguito, alcuni cittadini marocchini sono giunti sul posto, assaltando (usando anche dei coltelli) i migranti che erano rimasti negli accampamenti, e hanno rubato gli ultimi averi personali rimasti, senza che i militari marocchini intervenissero. Molte persone sono state ferite.

Traffico di esseri umani?
Queste azioni imputabili alle autorità marocchine, che deporta e maltratta una minoranza della popolazione, in cambio di milioni di euro promessi dall’Unione Europea, sono o non sono classificabili come traffico di esseri umani?!

È così che l’Europa intende respingere e reprimere i migranti?

Per approfondire:
I Ministri dell’interno degli Stati membri dell’Unione hanno concluso un accordo sui temi del rimpatrio e della riammissione in ambito dell’immigrazione:
Questa notizia, seppure importante, non è stata diffusa dai media internazionali. Chiudiamo gli occhi su ciò che preferiamo non vedere.

I crimini commessi dalle forze marocchine sono stati istigati e sono tollerati dell’Unione Europea nell’ambito della “buona cooperazione” con i Paesi confinanti del sud. Tali crimini sono finanziati dall’Unione Europea al fine di proteggere i confini. Questi crimini sono perpetrati per proteggere l’economia e la sicurezza dell’Unione Europea.

No Border!

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I morti dimenticati

L’Europa uccide, ogni giorno. Per alcuni, questi morti sono solo numeri, per i media spagnoli, essi sono solo il corpo di un uomo subsahariano. Per noi invece, sono la faccia del terrore quotidiano, perché i nostri amici, le nostre sorelle, i nostri fratelli e amici degli amici continuano a scomparire, affogando in quel tratto di mare tra Spagna e Marocco, o spirando al confine il Marocco o alla frontiera tra Ceuta e Melilla.

Nelle ultime settimane, abbiamo appreso della morte di molti dei nostri amici, e vogliamo dedicare loro questo articolo. Pochi di loro sono apparsi sui media, molti rimarranno corpi senza nome negli obitori di Ceuta, Melilla, Nador, Motril, Granada, ecc.

Attorno al 15 agosto, un’imbarcazione con sette persone senegalesi è salpata dalla spiaggia di Malabata a Tangeri, e fino ad ora di loro non si hanno notizie. Gli amici di Lat, Aliuo e Maguette, non hanno nessuna scelta se non quella di accettare l’idea che i loro fratelli sono morti in mare.
Il 25 e il 26 agosto, la Guardia Civil ha trovato due cadaveri in avanzato stadio di decomposizione nel mare a sud di Motril.

Crediamo che siano quelli dei nostri fratelli senegalesi, ma le autorità spagnole non ci hanno aiutato ad identificarli.

Il 31 agosto, la Guardia Civil ha trovato un corpo sulla spiaggia di Ceuta. È stato identificato nella persona di Gabin Feller, un giovane camerunense. I suoi compagni di viaggio che sono sopravvissuti al pericolo sono in stato di shock.

Neanche una settimana dopo, un secondo corpo è stato rinvenuto a Ceuta, ma non è ancora stato identificato. Temiamo che sia il corpo del nostro amico Maodo Ndiaye, un giovane senegalese, che con altri quattro è salpato verso Ceuta. Quando l’imbarcazione è affondata, gli altri sono riusciti a raggiungere Ceuta, mentre lui tentava di nuotare – tentativo che gli è costato la vita.

Foto: Elsa Tyszler, Ceuta 2015
Foto: Elsa Tyszler, Ceuta 2015

Qualche giorno dopo, un corpo bruciato, senza un braccio, è stato trovato sulla spiaggia di Melilla. L’autopsia ha decretato che si tratta del corpo di un giovane marocchino. Crediamo che sia uno dei piccoli fratelli, uno dei ragazzi marocchini che tentano di entrare in Spagna aggrappandosi a grandi imbarcazioni. Un modo molto pericoloso, talvolta letale, come lo è stato probabilmente in questo caso.

Poco prima del Festival du Mouton, abbiamo appreso che un ragazzo congolese è morto a Rabat, il 22 settembre. Lui e i suoi compagni avevano pagato un trafficante per portali a Melilla. Ma durante un litigio, i trafficanti hanno ucciso due congolesi, il terzo, seppure riuscendo a scappare, è morto giorni dopo a causa delle ferite riportate.

E abbiamo appreso che il 9 ottobre 2015, un camerunense e un guineano sono morti tentando di oltrepassare il confine. I due stavano tentando di giungere a Ceuta con una barca il mattino del 9 ottobre, ma sono stati intercettati dalla Marina Militare marocchina e brutalmente picchiati fino alla morte.

Possa la loro anima riposare in pace.

Di queste morti, di questi assassinii alle porte della Fortezza Europa, si ha conferma solo in sparuti casi, dalla stampa o dai testimoni, anche se gli obitori delle città nel nord del Marocco sono piene di corpi non identificati. Ogni volta che lo chiediamo ai nostri amici, essi ci parlano di ancora più corpi. Tre morti a Tetouan, molti altri sepolti a Tangeri, e nessuno conosce la verità. Quando abbiamo tentato di investigare, le autorità ci hanno trattato con condiscendenza (specialmente i nostri fratelli e le nostre sorelle nere) e la polizia ha cominciato a causarci dei problemi (per i membri europei parte del collettivo).

L’Europa non uccide solo i migranti – l’Europa, con i suoi cani da guardia marocchini, ci impedisce di avere verità e di ottenere giustizia.

Stop the war against migrants!
Black lives matter!

E abbiamo appreso che il 9 ottobre 2015, un camerunese e un guineano sono morti tentando di attraversare il confine. I due erano su una barca diretti verso Ceuta la mattina del 9 ottobre. Sono stati intercettati dalla Marina Militare marocchina, e brutalmente picchiati fino alla morte.

Possa la loro anima riposare in pace.

Questo articolo è stato pubblicato in Deaths on the borders, News and info on the Spanish-Moroccan Border.