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La giungla di Calais: l’appello degli 800

Un appello al governo francese

Cineasti, scrittori, filosofi, ricercatori, intellettuali… Tutti si mobilitano per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sorte riservata a migranti e rifugiati della giungla di Calais e lanciano un appello da Calais di cui ecco i primi 800 firmatari.

L’appello di Calais

Da settimane, numerose associazioni sul posto cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica circa le tremende condizioni di vita riservate a migranti e rifugiati della giungla di Calais.
Da cinquemila a seimila donne, uomini e bambini, sfiniti da un terribile viaggio, abbandonati a loro stessi nelle baraccopoli, con un misero pasto al giorno, un accesso quasi impossibile ad una doccia o alla toilette, un’epidemia di scabbia devastatrice, delle ferite dolorose, degli ascessi dentali non curati. Gli stupri delle donne. I bambini abbandonati a loro stessi nei rifiuti. Le violenze della polizia soun appello d’ariano quasi quotidiane. Le spedizioni punitive organizzate dai militanti di estrema destra.

Fino a quando staremo in silenzio?

Con il pretesto che le condizioni di vita disumane potrebbero produrre una «chiamata» verso altri rifugiati, il governo del nostro paese ha deciso di scaricare la responsabilità sulle associazioni e sulle persone di buona volontà. Queste ultime sono ammirevoli ma non possono riescono in tutto.
Questo disimpegno del potere pubblico è una vergogna in un paese che, anche in periodo di crisi, resta la sesta potenza economica mondiale.

La spirale del peggio è innescata.

I discorsi reazionari o fascisti continuano da molti anni a dividere la gente, a contrapporsi a delle categorie sempre più frammentate, per meglio propagare la loro ideologia di odio.

Oggi la loro propaganda avanza la tesi che non ci sarebbe più posto per gli esiliati provenienti da qualunque luogo, in nome della presunta difesa dei francesi più poveri.

Questa “guerra tra poveri” è ignobile.

Ci abitua all’idea che esisterebbero alcune miserie difendibili ed altre che non lo sono.

Mina i fondamenti dei valori costitutivi della Francia.

Nega la nostra comune umanità.

Ci prepara al peggio.

Allora queste sono le stesse associazioni, questi stessi volontari, questi stessi uomini e donne di buona volontà che ci avvertono oggi su Calais e che agiscono da molti anni per curare tutte le miserie della Francia.

Allora sono gli stessi politici, uomini e donne, o gli stessi discorsi che attizzano il fuoco soffiando sulle braci delle divisioni mortali, che tramite la loro azione o la mancanza di azione politica, accentuano la povertà dei più poveri e sono incapaci di lottare efficacemente contro gli alloggi inadeguati o la miseria alimentare.

Oggi abbiamo deciso di prendere la parola tutti insieme per dire no alla situazione riservata a coloro che sono attualmente privati di diritti in Francia: gli esiliati di Calais.

In nome dei nostri valori comuni di asilo ed universalismo.

E perché saremo più forti domani per batterci insieme contro le altre forme di ingiustizia e di miseria.

Noi chiediamo solennemente al governo un grande piano d’urgenza per far uscire la giungla di Calais dalla situazione indegna nella quale si trova.

Le firme complete e l’appello su Change.org

Su Change.org, l’appello ha superato le 32.000 firme.