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Fotografie e report del collettivo Fotomovimiento dall’isola greca di Lesbo

I campi di Mandamados e Oxi - 16 e 17 novembre 2105

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Uno dei campi di Lesbo che ci sono a Lesbo è quello di Mandamados. È gestito da Medici Senza Frontiere (MSF). A differenza delle autorità greche o dell’UNHCR, ci ricevono a braccia aperte, e subito iniziano a spiegarci il funzionamento interno del campo e la sua organizzazione.

Quando i rifugiati arrivano sono separati per nazionalità e per nucleo familiare. All’arrivo vengono distribuiti i buoni pasti, che ha un menù proteico di 700 calorie. Le persone che parlano inglese sono molto ricercate perché possono fungere da interpreti.
All’arrivo vengono anche distribuiti vestiti e coperte (prodotte in Pakistan).

Il campo è in fase di costruzione e la pianificazione è a lungo termine. L’importanza delle grandi tende già installate e da installare è vitale perché con il passare del tempo il clima sarà sempre più duro. Lo staff di MSF sottolinea la buona atmosfera che, finora, regna nel campo. Le diverse zone sono separate a seconda della loro funzione e del loro uso e sono distribuite nel campo in modo da evitare assembramenti in zone di passaggio.

Ci spiegano in dettaglio la costruzione delle latrine, pianificate in modo da impedire sempre il contatto diretto tra persone di sesso diverso.
La paura degli stupri è una costante nei campi . C’è anche il progetto di allestire una zona in cui le mamme possono allattare i loro figli senza temere di essere viste.

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“Le nostre priorità sono garantire la sicurezza personale dei rifugiati e soprattutto rendere il più possibile dignitosa l’esperienza qui a Mandamados”. Sorprendentemente assente in tutti gli altri campi in cui siamo stati la logica del lavoro di MSF: la prospettiva è dare dignità e non controllare. I responsabili del campo preferiscono mantenere l’anonimato; i giochi e le tensioni tra le ONG e le organizzazioni governative sono sempre presenti. Al di fuori della logica del “prima le donne e bambini”, argomento tipico, ci spiegano che la vulnerabilità è la condizione trasversale allo status di rifugiato.
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A Oxi, un altro campo di Lesbo, parliamo con Omar, il coordinatore sirio-spagnolo del campo. Fa parte dell’organizzazione Starfish composta da volontari di Lesbo. Ci spiega che l’isola assorbe tra 70 e 80 % dei migranti che entrano in Grecia.

Un altro punto chiave dell’isola è il porto Mitiline. Lì c’è una piscina comunale . Il Consiglio comunale ne ha autorizzato l’apertura tre settimane fa, per utilizzarla come rifugio durante i giorni di pioggia. Da allora nessuno si è preoccupato della sua pulizia. Lo stato in cui lo troviamo è deplorevole.
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A Lesbo per tutto il giorno si succedono sbarchi e arrivi. Il giorno della marmotta, di Bill Murray , fatto incubo.La gioia di alcuni quando mettono piede a terra contrasta con la disperazione di altri che non sanno se usciranno vivi dalla fossa comune che è diventato questo pezzo di mare.

Lesbo, 17 novembre de 2015

Testo: Bru Aguiló
Fotografie: Antonio Litov, Rober Astorgano, Manu Gómez e Bru Aguiló

Fotomovimiento

Collettivo di fotografi catalano nato durante il periodo di manifestazioni del movimento 15M, nel 2011.