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Crisi migratoria in Centro America

Migranti entrano di forza in Costa Rica

La Jornada, 13 aprile 2016

San José. Più di mille migranti, in maggioranza cubani, sono entrati di forza questo mercoledì in Costa Rica da Panama, dove erano bloccati nel tentativo di entrare negli Stati Uniti, come denunciato dal governo costaricano.
Oggi sono entrati in maniera violenta più di mille migranti irregolari, il che è un affronto al popolo costaricano”, riporta un comunicato della Presidenza.

Le immagini televisive del valico di frontiera di Paso Canoas hanno mostrato i migranti mentre si scontravano con le autorità locali che cercavano di impedire loro di passare, e nella mischia sono stati rotti i vetri di alcuni veicoli e bar.

Il Costa Rica ha dato un esempio al mondo di attenzione umanitaria (…) per più di 8 mila persone (cubane) che erano ferme nel nostro territorio tra novembre 2015 e marzo 2016”, ha ricordato la dichiarazione ufficiale.
Senza dubbio il paese non ha la capacità economica né logista per gestire nuovi gruppi di migranti, per questo motivo il Ministero della Sicurezza ha inviato rinforzi alla frontiera per respingere chi è entrato illegalmente.

L’operazione è partita”, ha segnalato il ministro della Sicurezza, Gustavo Mata, che ha assicurato che la polizia “agirà con forza” ma garantendo “l’assoluto rispetto” dei diritti umani dei migranti.
Il Ministro degli Esteri costaricano, Manuel González, ha dichiarato in conferenza stampa che diverse norme statunitensi, come la Legge di Aggiustamento Cubano e la politica dei “piedi asciutti, piedi bagnati”, costituiscono “un incentivo perverso alla migrazione e favoriscono le condizioni per il traffico di esseri umani”.

Entrambe le norme garantiscono la permanenza nel paese ai cubani che riescono a raggiungere gli Stati Uniti in qualsiasi modo, e hanno creato un’enorme ondata di migranti che viaggiano da Cuba all’Ecuador per via aerea e da lì per via terrestre fino agli Stati Uniti, con un viaggio lungo e pericoloso.