///

La frontiera con il Marocco a sud di Melilla

Antonio Alonso e Rodrigo Silva, El Pais, 2 maggio 2016

Foto: José Palazón

traduzione di Stefania Marinoni

1461174790_388026_1461839551_noticia_normal.png

La barriera che circonda Melilla

La struttura che separa fisicamente la Spagna dal Marocco è composta da una serie di barriere di diverso tipo disposti lungo tutto il perimetro (11,5 km). La prima, di tre metri di altezza, è stata costruita nel 1998 per poi essere sostituita o rafforzata da altre. Oggi in alcuni tratti del territorio spagnolo ci sono delle strutture formate da tre barriere.

valla-980.png

Scavalcare la barriera di Melilla

Nel 2014 più di 2.000 migranti sono riusciti a entrare a Melilla scavalcando la barriera. In quell’anno, più 22.000 persone hanno cercato di superare la barriera di separazione. Nel 2016 ci sono stati cinque tentativi di superamento in gruppo, che hanno coinvolto centinaia di migranti. Otto persone sono riuscite nell’intento.

saltos-980.png

La dogana di Beni Enzar

Melilla è la città di frontiera con il maggiore squilibrio di reddito pro capite del mondo. Un dislivello che arriva a 13 punti di differenza tra il alto spagnolo e quello marocchino. I lavori per la ristrutturazione della dogana di Beni Enzar hanno un costo di 1,1 milioni di euro, anche se esiste un progetto di modernizzazione della dogana con un preventivo di 8 milioni.

BeniEnzar-980.png
Immagine: A Melilla ci sono navi con ogni tipo di prodotto, che riforniscono migliaia di marocchini.
Questi attraversano la frontiera a piedi e consegnano le merci in Marocco. Le merci di contrabbando sono trasportate sui veicoli.
Ogni giorno si creano capannelli di donne cariche di borse, che arrivano a pesare fino a 50 kg.
Nascosti nel doppio fondo delle auto. Date la difficoltà di varcare il confine scavalcando la barriera o via mare, è aumentato notevolmente il numero di persone che cercano di entrare nascondendosi nelle auto.

Le rotte della migrazione verso l’Europa

Dal 2001 si assiste al passaggio di carrette del mare. Dal 2002, la Spagna è riuscita a bloccarlo quasi completamente, con il SIVE (Sistema Integrale di Vigilanza Estero). I tentativi di scavalcare le barriere di Ceuta e Melilla sono cominciati nel 2005 e fino a oggi le rotte si sono modificate via via che aumentavano i tentativi di dissuasione. Dopo il forte aumento dei tentativi di superare le barriere tra il 2014 e il 2015, il rafforzamento della struttura e la collaborazione con il Marocco hanno ridotto il numero di tentativi andati a buon fine nel 2016, riducendolo quasi a zero. L’accordo tra la UE e la Turchia del 2016 cerca di bloccare l’entrata dalla Grecia.Si teme che si riaprano le rotte attraverso l’Italia e la Spagna (le cosiddette “rotte alternative”).
RUTAS_980.png