//

Mediterraneo: “Siamo un’altra volta qui, a denunciare le conseguenze della mancanza di vie sicure per arrivare in Europa”

La denuncia di ‪Médicos Sin Fronteras: in appena due giorni, le navi di MSF hanno già salvato 244 persone

traduzione di Claudia Fusco

Sebastien Stein, coordinatore ‪Médicos Sin Fronteras a bordo della Bourbon Argos

La nave di ricerca e salvataggio di MSF Dignity I effettua il suo primo salvataggio del 2016 al largo delle coste libiche.
In questo 2016, MSF (Medici senza frontiere) riprende le attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, rafforzando la sua capacità in mare con nuove équipe a bordo di due navi più grandi. Seguendo la Dignity I, la Bourbon Argos è salpata da Cipro lo scorso 30 aprile, e ad esse si aggiunge una terza équipe sulla SOS Mediterranee Aquarius, un’imbarcazione di 77 metri di lunghezza, e con una capacità di salvataggio fino a 500 persone, che è salpata dal porto di Trapani lo scorso 6 maggio. Le tre navi con équipe di MSF si posizioneranno nelle acque al nord della Libia e ricercheranno attivamente barconi o imbarcazioni con persone in pericolo.

Il lavoro si presenta arduo. In appena due giorni la Dignity I e la Bourbon Argos hanno già accolto 244 persone: lo scorso 5 maggio la prima nave ha salvato 123 persone (119 uomini e 4 donne), trasferendoli su una nave italiana, e il giorno seguente la seconda nave ha salvato 121 persone (fra cui c’erano 28 donne e 6 bambini).
Dopo un viaggio così pericoloso, le 121 persone tratte in salvo sono ora al sicuro a bordo della Bourbon Argos. La nostra équipe sta distribuendo vestiti puliti e pasti caldi, primi aiuti psicologici e cure mediche a coloro che ne necessitano”, ha affermato lo scorso venerdì Sebastien Stein, coordinatore di MSF sulla Argos. “Le persone tratte in salve sono partite da Tripoli intorno a mezzanotte, nonostante le onde alte e i venti forti.
Tutti erano bagnati a causa della pioggia e molto spaventati
”, ha spiegato Stein. “È terribile che queste persone debbano affrontare un viaggio così duro, un viaggio nel quale migliaia di bambini, donne e uomini hanno già perso la vita. Siamo un’altra volta qui, a denunciare le conseguenze della mancanza di vie sicure per arrivare in Europa”, asserisce il coordinatore.

Le tre navi hanno a bordo tre équipe sanitarie formate da medici, infermieri, ostetriche, tutti con esperienza in MSF. Ad essi si aggiungono, inoltre, esperti in logistica, acqua e risanamento e mediatori culturali. Tutte queste persone formano un’équipe di risposta alle emergenze per salvare vite umane.

Nel 2015, diverse équipe di MSF hanno già portato a termine operazioni di ricerca e salvataggio su tre navi per il Mediterraneo centrale, fornendo assistenza a più di 23.000 persone in 120 interventi di salvataggio. Le principali patologie osservate fra le persone tratte in salvo sono state ipotermia, disidratazione, malattie della pelle e ustioni causate da combustibile. Inoltre, nel mar Egeo, a nord dell’isola di Lesbo, un’altra équipe di MSF, in collaborazione con Greenpeace, ha assistito più di 14.000 persone che attraversavano dalla Turchia alla Grecia.

In totale, nel 2015, le équipe dell’organizzazione hanno assistito oltre 100.000 persone nel Mediterraneo, nel mar Egeo, in Grecia, in Italia e nei Balcani.