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Over the fortress a Calais: intervista a Maya Conforti di Auberge des Migrants

Maya Confonti racconta alle attiviste della campagna solidale Calais per un’azione di monitoraggio, la situazione attuale della “Jungle”. In questo momento vivono nel campo 5mila rifugiati, le zone di provenienza sono l’Afghanistan, il Sudan, l’Eritrea, l’Etiopia, la Siria, l’Egitto, il Pakistan e l’Iraq. Sono diverse le ragioni per le quali le persone non vogliono rimanere in Francia ma recarsi in Gran Bretagna. Prima di tutto per motivi famigliari; molti di loro hanno fratelli, sorelle, genitori, figli dall’altra parte della Manica, e quindi vogliono ricongiungersi ai loro familiari.
Maya, grazie alla sua esperienza di osservatrice e al suo impegno civile nella zona, racconta la nascita della Jungle e le varie fasi della sua espansione: in un breve periodo nella zona sono sorte strutture per l’aggregazione sociale, chiese, moschee, negozietti, scuole… “All’inizio dell’anno scorso non c’era nulla in questa terra, ma nove mesi dopo è diventata una città con le strade, le illuminazioni, i punti d’acqua, i bagni chimici (non a sufficienza)… Più che una città, un quartiere popolare”. Fino a quando il governo francese ha deciso di distruggere, dapprima, una striscia di 100 metri tutto attorno alla Jungle e, successivamente, l’80 per cento della parte sud, costringendo circa 3000 persone a spostarsi nella parte nord della cittadella, in spazi sempre più ristretti.
Maya conclude l’intervista dicendo che il governo non ha definito i tempi dello sgombero forzato e la distruzione dell’intera jungle. Sarcastica dice: “noi non ci fidiamo affatto di quello che dice il governo perché in pratica fa quello che vuole”.

Stefano Bleggi

Coordinatore del Progetto Melting Pot Europa.
Mi sono occupato per oltre 15 anni soprattutto di minori stranieri non accompagnati, vittime di tratta e richiedenti asilo; sono un attivista, tra i fondatori di Libera La Parola, scuola di italiano e sportello di orientamento legale a Trento presso il Centro sociale Bruno, e sono membro dell'Assemblea antirazzista di Trento.
Per contatti: stefano.bleggi@meltingpot.org