Impressioni di ritorno a Idomeni

Persone oltre i confini. Le rivendicazioni di Idomeni all’interno della Fortezza Europa

di Simone (Csa Sisma)

10.000 persone, la maggior parte famiglie e moltissimi bambini. In movimento verso un posto al mondo in cui vivere liberamente eppure fermi da mesi di fronte ad un confine blindato da filo spinato e militari. Molta frustrazione, poca speranza ma grande volontà di compiere un progetto di vita. Nel particolare scorrere del tempo in questo luogo si esprimono un tripudio di emozioni e relazioni: gioia, collaborazione, intraprendenza, delusioni, paure, amicizie, abbandoni. In questo posto si affronta una vita che inevitabilmente lascia segni. Donne e uomini cercano di impiegare produttivamente il loro tempo che scorre indeterminato, mentre ragazzi e bambini crescono nel campo di Idomeni.

Eppure le intense relazioni che si creano con gli abitanti del campo non possono essere sufficienti nella condizione di chi è inserito in un luogo di confinamento come Idomeni. L’aiuto materiale, il supporto umano, l’amicizia confidenziale che inevitabilmente riguarda la presenza di attivisti e volontari sono necessità che si costituiscono come ambito esperenziale e relazionale per una forte rivendicazione di diritti. La campagna OverTheFortress ha proprio questo significato: la costruzione di uno spazio politico che passa attraverso e oltre l’aiuto solidale nelle situazioni di emergenza.

Al campo di Idomeni la costruzione di relazioni sociali concrete, l’amicizia, gli affetti hanno ben poche possibilità di contrapporsi all’oppressione perpetrata dal carattere artificioso della nazionalità. Senza la tutela di una cittadinanza, la dignità che eleva l’uomo a persona tramite l’acquisizione di diritti è sostanzialmente negata. Alla base della divisione tra chi è “incluso” e chi “escluso” c’è la costruzione di un doppio regime giuridico che nega la condivisione di un mondo comune. E se cosi è, allora il riconoscimento della dignità delle persone migranti ha come principale problema quello della condizione giuridica e politica rispetto alla quale esse si pongono in rapporto con le persone dotate di cittadinanza.

Tramite la campagna OverTheFortress vogliamo dire qualcosa sulla relazione che si stabilisce tra chi è dentro una società e chi vuole entrarci, perché parlare di migranti significa in fin dei conti parlare di noi stessi in relazione ai migranti, e questo rivela la natura della nostra società. In contrapposizione all’inaccettabile condizione dei migranti confinati e deportati dalla Fortezza Europa non possiamo non rivendicare la possibilità di affermazione di una pluralità che è strettamente legata alla costruzione di una sfera politica in cui agire contro l’annientamento delle libertà e dei diritti.

Molti degli amici che vivono al campo sono convinti di questa necessità e le loro proteste pacifiche vogliono manifestare proprio l’incomprensibile ferocia con cui l’Unione Europea impedisce loro la possibilità di una vita dignitosa. A Idomeni è chiaro che anche solo rimanere e decidere di non muoversi nei campi governativi rappresenta un’azione politica, così come l’occupazione dei binari ferroviari che il governo greco vorrebbe liberi per far passare dei treni merce non è qualcosa di rinunciabile da parte dei migranti. Nonostante il misconoscimento che le autorità europee praticano nei loro confronti, gli abitanti del campo continuano a rivendicare la loro partecipazione attiva ad un mondo a cui appartenere ed in questo la loro e la nostra voce sono unite, nella costruzione di una vita attiva che trova il suo spazio all’interno di un mondo comune.