L’Ungheria lascia i rifugiati bloccati sul confine serbo

Patrick Strickland, Aljazeera - 7 luglio 2016

(Edvard Molnar/EPA)

Centinaia di rifugiati e migranti sono bloccati nella “terra di nessuno” sul confine serbo – ungherese a seguito dell’introduzione di controlli di frontiera più stringenti e di numerosi rimpatri dall’Ungheria.

Le condizioni qui sono inaccettabili“, ha detto via telefono Balint Bardi, giornalista ungherese indipendente, ad Al Jazeera da parte serba del confine.

Dato che la recinzione di filo spinato sul confine è costruita all’interno del territorio ungherese, i rifugiati ed i migranti sono bloccati nei campi nella “terra di nessuno“, una zona che non è territorio serbo ma che le autorità ungheresi non governano.

“C’è un’enorme coda di persone in attesa di entrare nella zona di transito per chiedere asilo [in Ungheria]”, ha aggiunto Bardi, stimando che circa 500 persone sono state bloccate in due campi al confine.

La crisi al confine arriva pochi giorni dopo che l’Ungheria ha introdotto controlli di frontiera più rigorosi, che consentono alla polizia di deportare efficacemente rifugiati e migranti che si trovano in territorio ungherese entro otto chilometri dalla recinzione di confine eretta lo scorso settembre.

L’obiettivo del nuovo sistema di protezione delle frontiere introdotto martedì sui confini serbo-ungherese e croato-ungherese è di evitare che vi siano clandestini in Ungheria, ma permettere a coloro che lo desiderano di presentare richiesta di asilo” ha detto mercoledì Gyorgy Bakondi, consigliere capo sulla sicurezza interna del Primo Ministro ungherese Viktor Orban.

Almeno 151 persone sono state catturate nella fascia degli 8 km e rispediti in Serbia martedì mattina, ha aggiunto.
Parlando ai media locali, Bakondi ha detto circa 350 persone erano in attesa che le loro domande di asilo fossero prese in esame nella zona di transito del confine.
Photo: Office of the United Nations High Commissioner for Human Right
Ha aggiunto che più di 6.000 agenti di polizia sono stati dispiegati lungo il confine e che circa 1.060 rifugiati e migranti hanno tentato di attraversare il confine da quando, martedì, le nuove misure sono state attuate.

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi Martedì, il generale Tibor Benko ha affermato che l’esercito ungherese sta “svolgendo una missione di pattugliamento e di ricognizione aerea e terrestre, funzioni mediche in zone di transito, ed è anche preparato a svolgere compiti di controllo della folla“.

‘Non è facile’

Bardi ha detto che l’enorme dispiegamento di polizia al confine ha reso quasi impossibile per coloro che intendono fare breccia nella recinzione – che si estende per tutta la lunghezza del confine di 175 km con la Serbia – entrare in Ungheria .

La zona è piena di polizia dal lato ungherese” ha detto, “Non è facile per le persone che stanno cercando di passare in modo irregolare“.

Lydia Gall, ricercatrice di Human Rights Watch, ha detto che le misure ungheresi permettono alla polizia di svolgere efficacemente i respingimenti, una pratica che viola il diritto internazionale.

Si tratta sostanzialmente di rimpatri sommari, perché non viene seguita alcuna procedura [legale o giurisdizionale]”, ha detto ad Al Jazeera. “Si tratta di misure illecite sia per il diritto dei rifugiati sia per il diritto internazionale“.

Secondo l’UNHCR, l’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, lo scorso anno più di un milione di rifugiati e di migranti hanno raggiunto le coste europee attraversando il Mar Mediterraneo. Fino ad oggi, quest’anno, più di 231.000 hanno fatto pericoloso viaggio.

Il numero di coloro che arrivano in Europa occidentale attraverso la via dei Balcani è diminuito da marzo, quando i confini sono stati sigillati in tutta la regione a seguito di un accordo tra l’Unione europea e la Turchia volto a fermare gli arrivi.

Se pure il governo ungherese formalmente considera le richieste di asilo nei centri di transito al confine, le domande sono respinte nella stragrande maggioranza dei casi.
Delle oltre 18.000 domande di asilo presentate in Ungheria, tra gennaio e maggio di quest’anno solo 76 persone hanno ricevuto lo status di rifugiato, ha detto Nora Koves, esperto di diritti umani del’Eotvos Karoly Policy Institute di Budapest.
Il governo ha certamente costruito una recinzione giuridica, oltre a quella fisica sul confine“, ha detto ad Al Jazeera, spiegando che le autorità accettano solo 15 domande di asilo al giorno.
Il processo è molto lento, e non vi è praticamente alcuna possibilità di ottenere asilo.”

Un referendum per i rifugiati

All’inizio di questa settimana, l’Ungheria ha annunciato che il 2 ottobre si terrà un referendum per decidere se il Paese onorerà la quota di richiedenti asilo decisa dalla UE.

Il governo di destra di Orban e uno dei principali partiti di opposizione – l’ultranazionalista Jobbik – si oppongono al programma UE volto a collocare 160.000 rifugiati in tutta l’Unione.

In una dichiarazione rilasciata all’inizio di questa settimana, il presidente Janos Ader ha detto che verrà chiesto agli elettori: “Volete che l’Unione Europea abbia diritto di imporre l’insediamento di cittadini non ungheresi in Ungheria, senza il consenso del Parlamento?

Koves ha sostenuto che il referendum è parte del processo di politicizzazione della crisi dei rifugiati da parte del governo. “È un referendum contro i rifugiati ed i migranti, ma è anche visto come una sorta di ‘lotta per la libertà’ contro l’UE“.

L’agenzia di stampa serba B92 ha riportato, all’inizio di questa settimana, che l’Ungheria prevede di respingere in Serbia fino a 17.000 rifugiati e migranti.

La Serbia non imiterà l’Ungheria e non metterà in scena uno ‘show’ ai suoi confini“, ha detto il primo ministro serbo Aleksandar Vucic a Belgrado mercoledì, come riferito dal sito di notizie locali BalkanInsight.

@P_Strickland_