L’accoglienza dei richiedenti asilo in Germania

Asilo in Europa, 16 agosto 2016

Foto: Pro Asyl

Pubblichiamo oggi un articolo che fa il punto, in maniera approfondita, dettagliata, ma al tempo stesso – ci auguriamo – semplice e chiara, sul sistema tedesco di accoglienza dei richiedenti asilo.
La Germania, come noto, è stata negli ultimi anni (ed è ancora oggi) meta finale della stragrande maggioranza dei migranti in arrivo sul territorio europeo e si è caratterizzata ultimamente, nell’immaginario collettivo, per la politica di “porte aperte” del suo governo.

Ma come funziona il sistema di accoglienza tedesco, nei fatti più che sulla carta? Come sono individuate e gestite le strutture? Quali sono gli standard di accoglienza? Quali i diritti e gli obblighi dei richiedenti asilo? Quali i costi?

Questo articolo è il primo di una serie che intendiamo dedicare alla Germania. Nei prossimi giorni pubblicheremo altri approfondimenti per fornire un quadro il più possibile completo e aggiornato di quello che sta succedendo in quel Paese così importante e decisivo anche per le politiche di asilo in Europa.

Buona lettura!

Traduzione e spiegazione di termini importanti

Ankunftsnachweis
La “prova di arrivo” è il titolo che ricevono i richiedenti asilo all’atto della registrazione nel centro di prima accoglienza, e che dura fino alla presentazione ufficiale della domanda di asilo al BAMF. La durata di questo documento varia molto in base alla situazione complessiva del sistema asilo e alla situazione nel Land interessato, ad esempio rispetto al numero di richieste di asilo e ai tempi burocratici per la registrazione. In questa fase i richiedenti asilo hanno diritto all’accoglienza nei centri di prima accoglienza.

Aufenthaltsgestattung:
La “autorizzazione di soggiorno provvisorio” è il titolo rilasciato ai richiedenti asilo all’atto della presentazione ufficiale della domanda di asilo al BAMF e dura fino alla decisione sulla domanda. Durante questo periodo il soggiorno viene denominato “gestattet”.

Bundesamt für Migration und Flüchtlinge (BAMF):
L’ufficio federale per l’immigrazione e i rifugiati è responsabile per l’esame delle domande di asilo. La sua sede principale si trova a Norimberga ma ha vari uffici locali presso i centri di prima accoglienza dove realizza le audizioni per il riconoscimento della protezione internazionale. Inoltre, è anche responsabile per gli altri canali di migrazione (migrazione per motivi di lavoro, ricongiungimento familiare, ecc.).

Duldung:
La “espulsione rinviata” è normalmente prevista per i richiedenti asilo la cui domanda di asilo è stata rifiutata ma che per vari motivi non possono essere respinti. In questo periodo il soggiorno è dominato “geduldet” e i migranti sono nella maggior parte ancora alloggiati nelle strutture di seconda accoglienza.

1) Introduzione – La “crisi dei rifugiati” del 2015

Nel 2015, il sistema di asilo tedesco è stato messo di fronte a una sfida importante: dare accoglienza a 1.091.894 richiedenti asilo (questo è il numero registrato dal sistema EASY, responsabile per lo smistamento dei richiedenti negli stati federati, i Länder, come si dirà meglio sotto). Tuttavia, questo dato è da considerare con cautela alla luce dei problemi di registrazione verificatisi lo scorso autunno. A causa di questi problemi, infatti, un numero rilevante di migranti potrebbe esser stato registrato più di una volta, mentre altri potrebbero aver evitato la registrazione per vari motivi. Su oltre un milione di domande registrate, lo scorso anno il BAMF ha avviato la procedura per 476.649 domande.
La portata della sfida che ha investito il sistema di asilo tedesco è ancora più rilevante se si considera il trend di smantellamento dei posti in accoglienza avviato nel corso degli anni precedenti, nonostante il dato in costante crescita del numero dei migranti in arrivo.
Per capire la dimensione del fenomeno, basta guardare lo sviluppo delle domande di asilo negli ultimi anni:
(Fonte: Statista 2016 – * Dato del 2016 aggiornato a giugno)
Messa di fronte a questa sfida, la Germania – così come altri Stati europei – ha adottato nuove misure in materia di asilo: l‘Asylpaket I (Asylverfahrensbeschleunigungsgesetz), entrato in vigore nell’ottobre 2015, l‘Asylpaket II, entrato in vigore a marzo 2016, il Datenaustauschverbesserungsgesetz entrato in vigore a febbraio 2016 e l’Integrationsgesetz entrato in vigore a luglio 2016.

Con l’elevatissimo numero di migranti arrivati in Germania nel 2015, i Länder sono stati obbligati ad aumentare molto rapidamente le capacità di accoglienza (prima e seconda).

In molte parti della Germania sono stati quindi aperti numerosi centri di accoglienza provvisori (tende, palestre, ex-supermercati, ecc.) sia per la prima sia per la seconda accoglienza. L’apertura di queste strutture provvisorie, non istituita per legge, è stata fortemente contestata dalle organizzazioni per la tutela dei diritti umani.

In particolare, è stato criticato il fatto che, nonostante il carattere provvisorio, i migranti siano stati obbligati a rimanere in questi centri per parecchie settimane, in condizioni di vita spesso a dir poco deficitarie (come ad esempio nel centro provvisorio sul “Flughafen Tempelhof” a Berlino: senza docce, senza lavatrici, 25 m² per 25 persone, ecc.). Infatti lo standard definito per gli altri centri di accoglienza non è valido per i centri provvisori: in alcune città (tra cui Berlino), dopo mesi dall’apertura delle prime strutture provvisorie non vi erano ancora dei regolamenti sui requisiti minimi.

Parallelamente all’apertura di centri provvisori, in qualche caso (ad esempio a Berlino), il Land ha fornito ai richiedenti asilo dei “buoni” con cui pagare il soggiorno in un hotel o simili. Ciò ha sicuramente rappresentato un’opzione molto costosa (fino a 50 euro a notte a persona). Inoltre, questo tipo di accoglienza, che anche in questo caso manca di base legale, viene criticato per il fatto che non esistono dei requisiti minimi da rispettare, cosa che nella pratica ha spesso portato a situazioni di accoglienza deficitarie. Un altro elemento critico è rappresentato dal rischio reale che, nonostante il “buono”, i richiedenti asilo non trovino un hotel disposto ad accoglierli.
Oggi, con la chiusura della “rotta dei Balcani“, la maggior parte di questi centri provvisori non è più usata e persino in molti centri di prima accoglienza strutturali i posti non sono più totalmente occupati. Ciò nonostante, soprattutto in grandi città come Berlino e Brema la situazione rimane tesa.

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