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Fotocamere, squadre di sicurezza privata e droni: così il Messico progetta di “blindare” La Bestia

Manu Ureste e Arturo Ángel, Animal Político - 30 agosto 2016

Foto: Manu Ureste

Per la prima volta da quando è stato presentato il Programma “Frontera Sur” nel mese di luglio 2014, il governo messicano ha messo per iscritto e in un documento ufficiale la propria intenzione di “blindare” il treno noto come “La Bestia” affinché non possa più essere utilizzato da migliaia di migranti irregolari nel loro cammino verso il confine tra Messico e Stati Uniti.

La Gazzetta Ufficiale della Federazione (DOF) è il documento ufficiale in cui, lo scorso 23 agosto 2016, la Segretaria delle Comunicazioni e dei Trasporti del Messico (SCT) chiarisce le ragioni per cui il giorno precedente ha annunciato di aver ritirato la concessione della gestione della linea ferroviaria a sud del Paese all’impresa privata Chiapas-Mayab.

Nel documento, la SCT spiega di aver assunto il controllo della linea “Mayab”, che percorre migliaia di chilometri partendo dallo Yucatan e arrivando fino a Coatzacoalcos, Veracruz; e della linea “Chiapas”, che si estende per 500 chilometri dal confine messicano con il Guatemala fino al porto di Salina Cruz, Oaxaca.

Tra i motivi addotti a sostegno della decisione presa, la SCT sostiene diversi punti, tra cui l’abbandono delle strade da parte dell’impresa di trasporti che aveva ottenuto la concessione, accusa che la Chiapas-Mayab ha respinto in un comunicato. Ma un altro motivo chiave è quello della “sicurezza nazionale” e della migrazione irregolare.

A questo proposito, la SCT afferma che lungo il tragitto “Chiapas-Mayab” si sono verificati vari attacchi sia sulle linee ferroviarie che sul treno stesso, che sarebbero associati “al flusso di migranti provenienti dal confine nel sud-est del paese e all’esistenza di gruppi criminali che operano in quell’area “.

Il governo messicano sostiene quindi la necessità di ricorrere a “nuove misure di sicurezza” per “blindare” La Bestia.

La SCT segnala, ad esempio, che è rnecessaria l’installazione di centri di controllo e monitoraggio dei treni “attraverso l’utilizzo di droni” e l’installazione di telecamere di sorveglianza sui treni e in “punti strategici“, come le stazioni di smistamento ferroviarie – dove i migranti possono tentare di salire sul treno, perché corrono meno rischi di cadere e subire amputazioni – così come nelle gallerie, sui ponti, nei pressi di passaggi a livello o nei centri urbani.

Tra le altre misure proposte ci sono “la costruzione di recinzioni ed il miglioramento dell’illuminazione nelle stazioni di smistamento”; la nomina di “squadre di sicurezza privata sui treni“; l’installazione di “sistemi di geo localizzazione simultanei sui treni e tra le squadre di vigilanza“; l’installazione di “impianti di allarme che segnalano il movimento sui binari”; la “certificazione e l’abilitazione alle società di sicurezza private contrattate per la sorveglianza”; e “l’installazione di centri di comando di sicurezza in punti strategici“.

All’interno del Documento Ufficiale (DOF), la SCT indica che queste misure di sicurezza non rientrano nella concessione che era stata ottenuta dalla società Chiapas-Mayab nel 1999, motivo per cui “risulta evidente la necessità di ritirare tale concessione” sostenendo che, pertanto, lo Stato prenderà il controllo del treno su queste due tratte ferroviarie.

Già nel mese di luglio del 2014, prima di esprimere in forma scritta e in un documento ufficiale l’intenzione del governo di “blindare” La Bestia, il Ministro degli Interni Miguel Angel Osorio Chong aveva affermato pubblicamente che il governo non avrebbe permesso ai migranti di utilizzare il treno per raggiungere illegalmente gli Stati Uniti, sostenendo che questo mezzo di trasporto mette a rischio la loro vita.

Facciamo ordine sulla Bestia. I migranti non potranno più salire sul treno”, ha affermato il funzionario durante una conferenza stampa solo pochi giorni dopo che il presidente Peña Nieto aveva presentato, il 7 luglio 2014, il Programma “Frontera Sur”; un programma che, da un lato promette la protezione dei migranti e, dall’altro, ha portato all’arresto ed alla deportazione di massa di migliaia di loro, originari prevalentemente da Honduras, Guatemala e El Salvador.

Anche se in quel momento il governo messicano non aveva precisato come avrebbe impedito ai migranti di salire sulla Bestia, Animal Politico aveva condotto l’inchiesta“Programma Frontera Sur: una caceria de migrantes” documentando le misure che avevano iniziato ad essere attuate come, ad esempio, le modifiche dei tetti delle vetture – così che i migranti non potessero viaggiare sui convogli -, le operazioni di polizia negli scali ferroviari, la costruzione di recinzioni e di pali per impedire che i migranti potessero salire sul treno.

Inoltre, imprese come FerroMex, un’altra società a cui era stata data la concessione da parte del governo federale, avevano assunto guardie private per sorvegliare il treno, fatto che ha causato denunce a Tlaxcala e più recentemente in Queretaro, dove la Estancia del Migrante Gonzalez e Martinez ha denunciato le guardie di aver sparato ai migranti e di aver minacciato gli attivisti che danno loro del cibo.
Foto: Manu Ureste (@ManuVPC)

Si sospetta che dietro al ritiro della concessione risieda l’intenzione del governo di contenere il flusso migratorio

Oggi, a seguito dell’annuncio del governo federale della necessità di ricorrere a “nuove misure di sicurezza” sul treno, le organizzazioni che difendono i migranti denunciano che dietro alla decisione di ritirare la concessione alla Chiapas-Mayab ci sia l’intenzione di trovare nuove modalità per fermare il flusso migratorio in un’area di grande importanza strategica, nel sud del paese, al confine con il Guatemala.

Eravamo consapevoli che il governo federale stesse tramando qualcosa con l’annuncio del ritiro della concessione alla Chiapas-Mayab. Sapevamo che l’obiettivo non era quello di migliorare le vie di comunicazione, ma di contenere il flusso migratorio in una zona strategica “, ha detto in una intervista Alberto Donis, coordinatore della casa-rifugio “Hermanos en el camino” di Ixtepec, Oaxaca.

La decisione di ritirare la concessione alla Chiapas-Mayab e di insistere sul tema della sorveglianza del treno è la continuazione della politica di sicurezza con cui il governo messicano continua ad affrontare la questione della migrazione“, ha detto Leticia Gutierrez, direttore della Missione dei Padri Scalabrini per i migranti in Messico, sottolineando come, attraverso questa misura di “blindare” il treno, il governo di Peña Nieto “sta facendo un buon lavoro (di contenimento dei flusso migratorio centroamericana) per gli Stati Uniti” .
Foto: Manu Ureste (@ManuVPC)

La SCT gestisce la tratta ferroviaria “recuperata”: lo rivelano documenti ufficiali

In aggiunta al tema migratorio ed alla tesi del sostegno alla sicurezza nazionale, il governo federale ha anche assicurato che la società che ha avuto in origine la concessione del tratto ferroviario Chiapas-Mayab non ha fornito un servizio di qualità e l’infrastruttura era in rovina.

Alcuni documenti ufficiali, a cui Animal Político aveva avuto accesso, evidenziano che è la SCT – attraverso un’impresa parastatale – a gestire da quasi un decennio il trasporto ferroviario sulla tratta Chiapas Mayab, su cui passa il treno noto come “la Bestia”, oltre ad essere responsabile del suo funzionamento.

I documenti dimostrano che il governo ha mantenuto la concessione anche quando aveva firmato, in almeno due occasioni, accordi che avrebbero dovuto restituire le linee ferroviarie all’impresa Chiapas – Mayab SA de CV (CFCM). Nel 2014 il governo aveva concordato con l’azienda di investire 6 miliardi di pesos per la riabilitazione della tratta, ma non ha mai fornito le risorse.

Tutto ha inizio nel 1999, quando la CFCM vinse la gara di gestione del trasporto ferroviario di merci in quel tratto di percorso.

Ma il 10 Agosto 2007, attraverso l’accordo 4.3-1081/20007 firmato dall’allora direttore generale del trasporto ferroviario e multimodale della SCT, Oscar Corzo Cruz, l’organo di stato ha consegnato il funzionamento, la messa in esercizio e la manutenzione del tratto ferroviario alla società Ferrocarriles del Istmo de Tehuantepec (FIT), una società parastatale sotto il controllo della stessa Segreteria.

Oficio Sct 2007 Sct Toma Control Bestia by mureste4878 on Scribd


La SCT ha sostenuto che la concessione fu trasferita alla società parastatale a causa del rifiuto della CFCM di far funzionare il servizio. L’azienda, da parte sua, ha sostenuto che i danni rilevati nel tratto ferroviario provocati dall’uragano Stan avevano reso impossibile continuare ad operare nell’area.

Il 23 novembre 2012 la direzione della SCT mette fine all’accordo con la FIT (regolamento 4.3812/2912) chiedendole di restituire infrastrutture e linee ferroviarie alla CFCM. “L’impresa CFCM è in grado di operare e sfruttare le tratte Chiapas y Mayab, pertanto continuerà a fornire un servizio pubblico di trasporto di merci e di servizi ausiliari, in seguito alla concessione ottenuta dal governo federale il 26 agosto 1999“, indica il documento.
Ma quanto è stato riportato non è mai successo. La CFCM non ha recuperato le infrastrutture o le linee ferroviarie.

A prova di ciò, come si legge nel documento stilato il 25 Febbraio 2013 (4.3-50/2013,) il governo ha chiesto alla società parastatale FIT di continuare a gestire la tratta ferroviaria. Il documento è stato firmato dal nuovo direttore del trasporto ferroviario Pablo Suarez il quale, insieme a Gerardo Ruiz Esparza, era a capo della SCT.

OFICIO SCT 2013 SCT RENUEVA CONTROL DE CONCESIÓN by mureste4878 on Scribd


Nei mesi successivi la CFCM invia due ordinanze alla SCT richiedendo che l’accordo siglato nel novembre del 2012 venisse rispettato e che la società potesse riprendere il controllo e la gestione delle infrastrutture e delle tratte, come affermava proprio il titolo della concessione. In una di queste ordinanze, la compagnia sottolinea inoltre che nell’arco di due mesi il treno gestito dalla società parastatale aveva deragliato dieci volte e che le strade si trovavano in cattive condizioni.

Carta Empresa Exigiendo Devolucion y Denunciando Fallas by mureste4878 on Scribd


Il 14 marzo 2014, la SCT consegna alla Chiapas-Mayab la versione finale di un accordo attraverso il quale entrambe le parti si impegnano ad investire oltre 6 miliardi di pesos per la manutenzione delle tratte. Inoltre l’accordo stipulava la restituzione della concessione alla Chiapas–Mayab. La promessa è rimasta sulla carta.

Oficio Sct Inversion La Bestia Incumplido by mureste4878 on Scribd


L’impresa Chiapas-Mayab ha presentato due richieste di carattere civile ed amministrativo affinché la concessione venisse restituita per via giudiziaria, tuttavia, nel mese di agosto di quest’anno, la SCT ha annunciato che il titolo di concessione del 1999 è stato definitivamente annullato.

Al punto 6 del documento pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Federazione (DOF) il 23 agosto scorso, la SCT ricapitola il trasferimento, avvenuto nel 2007, della gestione delle tratte ferroviarie all’impresa parastatale confermando che “a prevalere sarà tale modalità”. La concessione quindi non è mai stata restituita alla Chiapas-Mayab.

L’impresa cerca di annullare la decisione dello Stato

Il 16 agosto scorso l’impresa Chiapas – Mayab ha proposto un ricorso affinché la determinazione della concessione fosse riveduta. La società sostiene che non vi è alcuna base giuridica a sostegno del procedimento a cui è ricorso lo Stato, poiché le cattive condizioni delle tratte o qualsiasi altro argomento sia stato portato a sostegno della tesi, non erano solo la propria responsabilità società e, pertanto, non può essere penalizzata.

Il titolare della SCT Gerardo Ruiz Esparza ha sostenuto, nel corso di un’intervista, che non ci sarebbe stato “alcun risarcimento” per la CFCM nel caso in cui la concessione le fosse stata restituita, perché la società non ha fornito infrastrutture o capitale, sottolineando che la ragione di questa decisione era fornire un servizio di qualità nella zona in questione.

Lo studio legale che fornisce consulenza alla società interessata, assicura che la Chiapas – Mayab non cerca alcun tipo di compenso, ma vuole contrastare la decisione della sospensione della concessione.
Hanno quindi dichiarato che cercheranno di annullare la decisione portando la causa in tribunale chiedendo difesa in diversi tribunali federali. L’obiettivo è cercare di forzare il governo a coprire i danni che ha generato all’azienda mantenendo le infrastrutture in cattive condizioni.

In effetti, lo stato delle tratte e dei servizi è deplorevole e la qualità del servizio è vergognoso, ma la responsabilità è esclusivamente della SCT. È sulla SCT che ricadono le colpe e le inadempienze rilevate”, ha detto la società.

Animal Político ha cercato la SCT perché spiegasse meglio la risoluzione relativa alle misure di sicurezza nelle stazioni ferroviarie – quando è previsto che vengano messe in opera e chi lo farà, il governo o un’altra impresa a cui verrà affidata la concessione –
ma, al momento della pubblicazione di questo articolo, la SCT non aveva risposto alla richiesta di un’intervista.