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La CEDU condanna l’Italia al risarcimento danni per trattenimento illegittimo

Sentenza CEDU, Sezione I , Affaire Richmond Yaw Et Autres C. Italie (Requetes Nà 3342/11, 3391/11, 3408/11 Et 3447/11)

In data 06/10/2016 è stata pubblicata la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel caso RICHMOND YAW ed altri contro Italia, con la quale la Corte E.D.U. all’unanimità ha condannato l’Italia per violazione dell’art. 5, paragrafo 1, lett. f) e paragrafo 5 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Il caso riguarda quattro cittadini del Ghana trattenuti illegittimamente nel 2008 presso il CIE di Ponte Galeria.

La sentenza oltre a stabilire che, in caso di trattenimento illegittimo, è necessario risarcire il cittadino straniero da parte del Ministero (escludendo che si debba far ricorso alla responsabilità del magistrato, che preclude di fatto il risarcimento stesso), offre degli spunti molto interessanti sulla natura del giudizio del giudice domestico sulla legittimità del trattenimento. Mettendo per questa via in discussione la posizione della Cassazione nella sentenza Shalabayeva secondo cui il giudice nel giudizio sul trattenimento nei CIE deve limitarsi a valutare esclusivamente la manifesta illegittimità.

La decisione della Corte Europea non potrà non avere dirompenti effetti sul sistema complessivo delle espulsioni dei cittadini non comunitari irregolarmente soggiornanti di cui al D. Lgs. nr. 286/98, considerato, altresì, l’ulteriore allungamento dei tempi di detenzione operato dall’art. 6 del D. Lgs. nr. 142/15, proprio in riferimento alla categoria più debole e vulnerabile, ossia i richiedenti la protezione internazionale.

In allegato sentenza e un commento dell’Avv. Alessandro Ferrara che illustra i punti salienti della sentenza e i possibili scenari.

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Commento dell’Avv. Alessandro Ferrara

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Sentenza CEDU, Sezione I , Affaire Richmond Yaw Et Autres C. Italie (Requetes Nà 3342/11, 3391/11, 3408/11 Et 3447/11)