Germania: prime espulsioni di massa in Afghanistan

Pro Asyl, Germania - 16 dicembre 2016

Proteste con le espulsioni all'aeroporto di Francoforte (14 dicembre 2016)

De Maizière mette in pratica un piano disumano: prime espulsioni di massa in Afghanistan

Mercoledì (14 dicembre 2016 n.d.R.) è partito un volo di espulsione dall’aeroporto di Francoforte. 34 persone sono state espulse e rimandate in Afghanistan nonostante le forti proteste; è stato possibile bloccare alcune espulsioni all’ultimo momento – tra gli altri anche dalla Corte costituzionale federale. Ma chi sono le vittime?

PRO ASYL critica da mesi il piano del Ministro dell’Interno Thomas De Maizière che prevede espulsioni di massa verso l’Afghanistan – adesso questa svolta politica è diventata la triste realtà. Presto seguiranno altri voli di espulsione.

Proteste con le espulsioni all'aeroporto di Francoforte (14 dicembre 2016)
Proteste con le espulsioni all’aeroporto di Francoforte (14 dicembre 2016)

Chi sono le vittime?
Nel corso della giornata di mercoledì scorso sono arrivate ulteriori informazioni riguardo le persone minacciate dall’espulsione. Sono stati coinvolti soprattutto rifugiati da Baden-Württemberg, Baviera, Assia, Renania Settentroionale-Vestfalia e Amburgo – altri Länder come Brandeburgo, Brema, Berlino, Bassa Sassonia, Renania-Palatinato, Turingia e Schwelsig-Holstein hanno sollevato dubbi politici contro le espulsioni di afghane e afghani.

È stato possibile impedire alcune espulsioni all’ultimo secondo con dei ricorsi d’urgenza e alla fine a bordo c’erano solo 34 persone delle 50 previste. I casi conosciuti pubblicamente mostrano la crudeltà e l’arbitrarietà del processo.

Proteste con le espulsioni all’aeroporto di Francoforte (14 dicembre 2016)
Proteste con le espulsioni all’aeroporto di Francoforte (14 dicembre 2016)

Espulsioni ad ogni costo
Il Consiglio dei rifugiati bavarese racconta delle 15 espulsioni programmate dalla Baviera: ”Dovrebbe essere espulso, ad esempio, l’impiegato di un panificio in Algovia per il cui diritto di residenza si è adoperata l’intera azienda. È stato espulso un dipendente che lavorava da molti anni presso l’impresa edile Monzel a Landshut. Queste espulsioni forzate sono ai nostri occhi una sciocchezza politica e non sono umanamente giustificabili.

Alcuni rifugiati sono stati portati ai voli di espulsione direttamente dal reparto psichiatrico. In un caso, un afghano ha riportato gravi ferite cadendo da un’altezza di diversi metri in un tentativo di fuga. È stato possibile bloccare alcune delle espulsioni programmate.

“Nei casi bavaresi si tratta di rifugiati che sono qui da cinque o sei anni, che hanno un impiego fisso e sono ben integrati.“
Stephan Dünnwald , Consiglio dei rifugiati bavarese

Espulsioni di minoranze religiose
Da Amburgo venivano sette degli espulsi, tra cui un 24enne di religione indù, la cui famiglia e i cui amici erano tra i manifestanti all’aeroporto di Francoforte. È stato arrestato la settimana scorsa, mentre era presso l’ufficio per gli stranieri per prorogare il suo stato di tolleranza (una sorta di permesso di soggiorno provvisorio, NdT) e portato in Renania Settentrionale-Vestfalia in stato di pena detentiva espulsoria. Secondo le informazioni della NDR in Afghanistan ci sono ancora circa 1000 afghani di religione indù che ricevono protezione solo nelle loro “ristrette comunità economiche e sociali”, le quali, però, hanno patito molte sofferenze nella guerra che si protrae da decenni.

“Non riesco a dormire. Non so cosa fare una volta arrivato lì. Come prima cosa devo proteggermi, perché lì non ho più nessuno che mi aiuti.”
Samir Narang, afghano di religione indù, alla NDR

Espulsioni dopo 21 anni in Germania?
Un altro uomo da Amburgo che dovrebbe essere portato in Afghanistan con un volo di espulsione vive da 21 anni nella città anseatica in stato di tolleranza, è un lavoratore e da pochi mesi anche padre. È stato possibile impedire la sua espulsione all’ultimo momento, ma anche lui era stato portato via dalla polizia nel cuore della notte.

“Non potevamo parlare con lui e non ci hanno detto dove l’avrebbero portato. L’hanno trattato come il peggiore dei criminali.”
Sanita Sadeqie, sorella della vittima , alla taz

La Corte costituzionale federale blocca un’espulsione
Un 29enne si trovava da novembre in stato di pena detentiva espulsoria. Lavorava presso un hotel di Monaco e, dopo una richiesta di asilo di 30 mesi che non era stata concessa, ne aveva fatto nuovamente richiesta all’inizio dell’anno. La corte costituzionale federale ha impedito l’espulsione prima che le autorità responsabili delle espulsioni passassero ai fatti.

Non è solo un lavoratore zelante, affidabile e impegnato, è un amico.”
Dirigente dell’hotel presso il quale lavora Sabur Frotan alla SZ

Cosa troveranno in Afghanistan?
In Afghanistan quasi nessun posto è sicuro: lo stesso BAMF (Ministero per l’immigrazione e i rifugiati, NdT) ha dichiarato in un documento che “in tutte le zone dell’Afghanistan domina un conflitto armato interno nella forma di guerra civile e guerriglie tra le forze dell’ordine afghane, i talebani, e altre forze d’opposizione” (Fonte: ZEIT online). Anche i responsabili dei diritti umani del governo federale non vedono alcuna zona sicura.

“Fino ad ora non ho visto alcun rapporto che rilevasse zone sicure in Afghanistan“
Bärbel Kofler, responsabile dei diritti umani del governo federale

Proteste con le espulsioni all'aeroporto di Francoforte (14 dicembre 2016)
Proteste con le espulsioni all’aeroporto di Francoforte (14 dicembre 2016)

Solo nella prima metà del 2016 sono state vittime di queste operazioni militari più di 5.100 civili (dal 2009 sono in totale oltre 60.000) e le Nazioni Unite stimano che entro la fine dell’anno potrebbero esserci fino a 1,5 milioni di persone in fuga all’interno dell’Afghanistan.

Nessuna sicurezza in Afghanistan!
Neanche quelle poche zone dichiarate „sicure“ offrono una sicurezza costante e duratura, come dimostra anche l’attacco all’ambasciata tedesca a Mazar-i-Sharif. Un team televisivo della rivista Magazins Monitor, che di recente si è trovato nella regione di Balkh, dichiarata sicura, è giunto a una valutazione tutto differente.

“Per viaggiare nelle zone afghane dichiarate sicure, sono necessarie soprattutto due cose: un giubbotto antiproiettile livello IV (balistico) e un team di accompagnatori, il cui spirito combattivo non venga frenato dal rispetto delle leggi.”
Giornalisti del Monitor in seguito alla loro visita a Balkh a dicembre

Non a caso anche Ministero degli Affari Esteri ha sconsigliato categoricamente i viaggi in Afghanistan. “Il soggiorno in ampie zone del Paese resta pericoloso. Ogni soggiorno a lungo termine deve essere considerato fonte di ulteriori rischi” viene dichiarato negli avvisi di viaggio. Inoltre: recentemente sono stati vietati del tutto i viaggi in Afghanistan a un tedesco che vi dirige un progetto umanitario, registrando il divieto di viaggiare (Sperrvermerk) sul suo passaporto. Motivazione: la sua sicurezza non sarebbe stata assicurata (Fonte: Braunschweiger Zeitung).