Gli Stati Membri vogliono rispedire i profughi in Grecia senza che vengano redistribuiti sul proprio territorio

Are You Syrious - 19 gennaio 2017

Photo Credit: Mikel Konate / Santi Palacios

Dublino: Si alla deportazione, No alle promesse di ricollocazione

Nel 2016 il Servizio di Asilo greco ha contato 51.091 richieste per il riconoscimento della protezione internazionale. In più ci sono approssimativamente 15.000 richieste di registrazione che saranno completate nel 2017. “La ricollocazione resta la sfida principale. A partire dal 27 Dicembre, il Servizio di Asilo ha calcolato 21.431 richieste di individui eligibili per prendere parte al programma, e al contempo ha ricevuto 13.634 notifiche di impegno dagli altri Stati Membri”, secondo quanto riportato dal Servizio di Asilo.
Ci sono 9.000 persone pronte per essere ricollocate ma nessuno Stato ospitante è stato ancora trovato. Nonostante l’accettazione delle richieste dovrebbe impiegare solo fino a dieci giorni lavorativi, in realtà il tempo di attesa arriva fino a sei mesi.
Mentre la Grecia ha inviato agli altri Stati Membri 13.345 richieste, 10.712 sono state accettate, ma solo 7.000 persone sono effettivamente partite dalla Grecia. Ci sono forti ritardi anche a seguito dell’accettazione delle richieste in uscita per la ricollocazione”. Il Servizio di Asilo accusa gli altri Stati Membri di non provvedere alla predisposizione di sufficienti luoghi di accoglienza e, di conseguenza, di chiedere poi di posticipare i trasferimenti dei rifugiati. D’altro canto, questi Stati vorrebbero ritornare alla versione di Marzo del Trattato di Dublino e riportare i profughi in Grecia in attesa delle procedure per l’asilo. Certamente il procedimento per l’asilo può – e nella maggior parte dei casi così sarà – includere richieste per la ricollocazione. Già nel 2016 l’Unità per l’asilo greca aveva ricevuto 4.415 richieste di trasferimento dei richiedenti protezione, ma solo tre di essi sono stati riportati in Grecia.

Parte del Trattato di Dublino ad oggi ancora attivo, è il diritto al Ricongiungimento Familiare. Nel 2016 le autorità greche hanno inviato 4.886 richieste agli altri Stati Membri. Di queste 2.462 sono state ad oggi accettate, mentre 1.001 sono state respinte. In 1.107 casi, i richiedenti hanno continuato a cercare soluzioni in autonomia per evitare i lunghi tempi di attesa.

Il rapporto rivela che in più del 44% (5.144 su 11.511) delle richieste di protezione internazionale effettuate sulle isole dell’Egeo, nel quadro dell’accordo tra l’Unione Europea e la Turchia, i richiedenti asilo in questione vengono bloccati in Grecia. Il numero delle richieste respinte in prima istanza è di 3.756.

Serbia

La scorsa notte circa 1200 rifugiati si trovavano ancora a dormire in strada a Belgrado. Duecento di loro sono stati trasferiti con degli autobus in un nuovo centro d’emergenza ad Obrenovac, distante circa 30 km dalla capitale serba. Nel frattempo l’organizzazione Medici Senza Frontiere ha allestito delle tende a Belgrado che serviranno come rifugio temporaneo per più di 100 persone.

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Anche l’Associazione Borderfree è giunta a Belgrado per supportare tutte quelle persone che vivono in strada. Tra le tante un gruppo di 70 senzatetto è stato trovato a dormire in un parcheggio all’aperto con temperature intorno allo zero. I volontari hanno distribuito i sacchi a pelo a disposizione e subito ne hanno ordinati altri 300 che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni. Altri operatori sono riusciti a consegnare donazioni in Serbia in particolare per i bambini, più vulnerabili, oltre ad abiti invernali per uomini e donne e coperte che saranno distribuiti nel prossimi giorni. La Fondazione per i Rifugiati serba ha già provveduto a portare beni di prima necessità a Krnjaca, dove vivono 1.000 persone, di cui 550 sono bambini. La Fondazione è ancora alla ricerca di volontari per tenere classi di inglese e per animazione ai bambini. Se hai voglia di dare una mano per favore contattali.

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Al momento ci sono circa 300 bambini nella città, secondo quanto riportato dall’associazione Help Refugees. Alice Aedy, la portavoce di Help Refugees per la Serbia ha detto: “Le condizioni qui sono inimmaginabili. Niente bagni o acqua calda. Si sentono come animali”. Dovremmo aggiungere che in Europa milioni di animali dormono al riparo in appartamenti e case al caldo, ognuno con il proprio giaciglio e magari anche con il proprio “gabinetto”. E con persone che si prendono cura e si preoccupano del loro benessere. Ovviamente molti dei profughi qui in Serbia costretti a restare fuori al freddo sono consapevoli di questo, non c’è da stupirsi che uno di loro abbia chiesto ai volontari: “In Europa non lascereste mai il vostro cane a dormire fuori con queste temperature. Perché invece noi veniamo trattati così?”. Secondo Help Refugees circa 1.200 persone dormono in magazzini abbandonati ed è stato stimato che più di 1.000 persone si trovano in rifugi improvvisati intorno ad essi. Questo indica che a Belgrado vi è un totale di circa 2.200 persone sprovviste totalmente di un rifugio adeguato. Nel proprio rapporto del 15 gennaio scorso l’UNHCR menzionava solamente 1.200 rifugiati, di cui 200-300 bambini.

Grecia

A Lesbo oggi sono arrivate 20 persone: 8 uomini, 4 donne e 8 bambini, nessun caso clinico. Nessuna nuova registrazione è pervenuta fino a questa mattina. Il Commissario dell’Unione Europea per la migrazione e gli affari interni Dimitris Avramopoulos ha dichiarato durante la sua visita a Lesbo: ”Semplicemente non è accettabile che i rifugiati vengano lasciati fuori al freddo a fronteggiare il peggiore degli inverni senza dar loro la possibilità di avere un tetto sulla propria testa. C’è bisogno di trovare soluzioni oggi, non domani, non la prossima settimana, ma adesso”. Sottolineando anche che “l’accordo tra Unione Europea e Turchia ha permesso di porre fine alle continue stragi in mare, e che riuscire a fronteggiare la più grande crisi di rifugiati che l’Europa abbia mai visto resta una responsabilità collettiva”, il Commissario ha tralasciato che proprio tale accordo è stata la causa della situazione disperata in cui versano le isole greche, e che tutti coloro che vi sono bloccati attendono soluzioni non da oggi, bensì da mesi. Ciò nonostante si ritiene “fiducioso che presto venga trovato spazio per le tende termiche fornite dall’UNHCR, finanziate dall’UE, che saranno montate come una soluzione umanitaria temporanea”. Il Commissario Avramopoulos non ha però notato che la reale differenza sul campo viene fatta grazie agli sforzi dei volontari, come ad esempio Moving on the Ground, che lavora senza sosta per migliorare le condizioni di queste persone.

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Intanto il Ministero della Salute greco ha pubblicato una mappa aggiornata dei siti posti in tutto il Paese che può essere trovata qui.

Come riportano i volontari presenti sul continente, domenica scorsa hanno visitato un altro rifugio, trovandolo in condizioni disperate. I rifugiati sono lasciati soli, senza adeguata assistenza, con le tubature dell’acqua e dei gabinetti congelati, senza elettricità, e senza riscaldamento in palazzine nel Nord della Grecia. Per prendere un po’ d’acqua devono andare ad attingerla al mare. Molte delle persone accampate qui hanno desistito e sono tornate alle altrettanto terribili situazioni nei campi, tuttavia ci sono ancora circa 20 famiglie dentro questi palazzi. Tutti i bambini sono malati.

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Dopo essere stati abbandonati da giorni dall’UNHCR e dalle altre ONG “a causa del maltempo”, durante i quali questi profughi sono rimasti senza acqua corrente e senza avere alcuna informazione su ciò che sarebbe accaduto loro, la ricollocazione ad Atene e a Salonicco ha avuto inizio con il ritorno del sole, [secondo quanto riportato da Eko Project. I 600 residenti ad Alexandria non sono stati altrettanto fortunati. Le temperature sono sempre attorno allo zero e si aspettano nuovi arrivi.

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In un nuovo rapporto critico di Human Rights Watch mette in luce che “Rifugiati, richiedenti asilo e altri migranti con disabilità non sono identificati adeguatamente e pertanto non hanno la possibilità di accedere ai servizi nei centri di accoglienza”. In particolare essi hanno problemi ad accedere ai servizi di prima accoglienza e hanno accesso limitato all’assistenza psicologica. Molte ONG hanno riportato a Human Rights Watch che hanno ben pochi programmi mirati all’assistenza di persone con disabilità.

Ad Atene, dozzine di persone hanno preso d’assalto una scuola che aveva promesso a 25 bambini rifugiati lezioni in un campo vicino. Il gruppo era presumibilmente condotto da Yiannis Lagos, un membro Parlamento greco appartenente al partito di estrema destra “Golden Dawn”. Alcuni altri esponenti del partito pare fossero con lui. Secondo le autorità greche, il gruppo ha minacciato lo staff scolastico. Inoltre insegnanti e genitori presenti sul posto sono stati malmenati mentre tentavano di discutere della situazione con gli assalitori.

Per opportunità di volontariato ad Atene visionare questo post.

Francia

Un paio di giorni fa le autorità francesi hanno lanciato l’operazione Big Cold , promettendo di offrire un rifugio a tutti coloro costretti a dormire al freddo. Tuttavia non stanno riuscendo a prendersi cura delle “persone più bisognose” in Francia, secondo quanto riporta Refugee Ground. Hanno visto circa 150 persone venire trasferite in luoghi più caldi da un giorno all’altro, ma nessuno tra coloro che conoscono ha ricevuto risposta dopo aver contattato il numero di servizio. Un altro volontario ci riporta che al telefono gli è stato detto che “dipende da quando si liberano nuovi posti, dovete richiamare tra le 06:00 e le 08:30 oppure dopo le 19:00”.

Il Ministro per gli Interni Bruno Le Maire ha dichiarato “ci sarà spazio sufficiente per tutti” nei rifugi. Gli operatori della linea telefonica diretta hanno affermato che chiunque può chiamare il numero 115, “ma solo la persona interessata può fare richiesta”, aggiungendo che hanno anche a disposizione interpreti.
Bruno Le Maire ha lanciato un appello ai cittadini chiedendo loro di chiamare il 115 “non appena dovessero vedere persone in pericolo”.

Inoltre i 1.000 volontari della Croce Rossa promessi dal sindaco non si sono ancora visti.

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Paesi Bassi

Ad Amsterdam il centro scociale Lola Lik verrà inaugurato il 20 gennaio. Si trova di fianco al centro d’accoglienza Wenckebachweg, che ospita circa 1.000 rifugiati. Chiunque ne abbia voglia è invitato a partecipare.

Austria

Un contrabbandiere di 40 anni è stato condannato a 4 anni di galera. Nell’agosto dello scorso anno aveva fatto un incidente con il suo furgoncino sull’autostrada A1 mentre trasportava illegalmente 36 profughi, alcuni dei quali erano rimasti feriti.

In generale

Il Primo Ministro maltese Joseph Muscat, attualmente a capo della presidenza dell’Unione Europea, ha incoraggiato i Membri dell’Unione a considerare di aprire corridoi umanitari per le popolazioni in fuga dai conflitti. Ha poi aggiunto che l’UE dovrebbe pensare di concludere accordi con gli Stati africani simili a quello siglato con la Turchia per ridurre le traversate dei profughi nel mar Mediterraneo. Coloro che vogliono arrivare sulle coste europee dovrebbero essere divisi già nel continente africano tra coloro che migrano per ragioni economiche e quelli che possono ottenere la protezione internazionale.