Taranto, gennaio 2017: la città che esclude, la città che accoglie

Una nota della Campagna Welcome Taranto

Ancora una volta i migranti diventano vittime di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Come attivisti di Campagna Welcome Taranto, monitoriamo le condizioni ed i diritti dei migranti in città, e riteniamo necessario intervenire sulla vicenda dei richiedenti asilo dell’hotel Bel Sit di Taranto (centro di accoglienza straordinaria gestito dall’associazione Salam) a cui continuano ad essere notificati dalla questura, su disposizione della Prefettura ionica, i provvedimenti di revoca dell’accoglienza. A diversi migranti, con regolare permesso di soggiorno per richiesta d’asilo, è stata revocato il diritto al vitto e all’alloggio nelle strutture di accoglienza sovvenzionate dallo Stato.

Le notifiche di questi provvedimenti sono avvenute a seguito di una protesta pacifica, fatta lo scorso novembre in strada con dei cartelloni, fuori dall’hotel. In quell’occasione i migranti chiedevano che venisse dato loro quanto previsto dal regolamento della struttura e dalla convenzione con la prefettura: l’equivalente di quattro mesi di pocket money arretrati, il fisso giornaliero di 2,50 euro previsto per ciascun beneficiario di accoglienza. I migranti si lamentavano, durante la protesta in oggetto, anche il trattamento poco congruo con riferimento alla qualità dei servizi offerti e alle condizioni della struttura.

L’ente gestore, l’associazione Salam, ha scritto in una nota stampa che i ritardi del pagamento sono dovuti al milione e seicento mila euro che la Prefettura non ha ancora erogato. Riteniamo assurdo che le vittime del sistema dell’accoglienza che non funziona siano proprio i migranti. Ci sono falle nel sistema e non è episodico che l’ente gestore si trovi a non ricevere per tempo la somma che lo Stato gli deve per i suoi servizi. Ma a farne le spese non possono essere i richiedenti asilo.

Se non ci fosse stata una rete solidale, fatta di associazioni, attivisti, cittadini e parroci tarantini sensibili al problema, questi giovani si sarebbero ritrovati a dormire in strada, non essendoci posto nelle strutture che ospitano i senza fissa dimora, a causa dell’emergenza freddo. Gli avvocati dell’Asgi, che stanno seguendo la vicenda, hanno richiesto accesso agli atti e come previsto dalle legge, faranno ricorso al Tar per consentire la prosecuzione dell’accoglienza. Nel frattempo, dove vivranno, dove dormiranno, dove mangeranno questi ragazzi? Se la macchina di aiuti che li sta sostenendo da giorni senza sosta alla ricerca di soluzioni venisse meno, che fine farebbero? Possibile che le istituzioni locali non si siano poste la domanda?.

Sarà importante accertare ad ogni livello, di chi sono le responsabilità per la progettazione e la gestione di un’accoglienza, come quella in questione, che evidentemente non funziona. A pagare per questa situazione sono, paradossalmente, proprio i migranti che avrebbero avuto il diritto di ricevere un’accoglienza dignitosa, ed invece si sono ritrovati coinvolti in ritardi nei servizi e nei pagamenti e a difficoltà logistiche di ogni tipo.

Al culmine di un periodo esasperante e di notevoli difficoltà materiali, questi ragazzi hanno manifestato il proprio disappunto, in maniera assolutamente pacifica, non violenta, simbolica. Evidentemente la revoca delle misure di accoglienza ha carattere punitivo, come forma di ritorsione per aver messo in evidenza il mal funzionamento di quella struttura di accoglienza. C’è chi, nel commentare la vicenda, ha additato i migranti di aver messo in pratica “comportamenti incivili”.

Dal nostro punto di vista, invece, non esiste pratica di cittadinanza più nobile del rivendicare i propri diritti, rifiutando di accettare passivamente una situazione insostenibile, non congrua alle esigenze dei migranti, non in grado di strutturare percorsi di inclusione socio lavorativa che possano mettere in connessione gli ospiti con il territorio circostante.

Per queste ragioni, continueremo a monitorare la vicenda affinché si possa concludere nell’unico modo auspicabile: con il ripristino del legittimo diritto all’accoglienza per tutte le persone che sono state messe “in strada” nel periodo dell’anno più freddo. Nel frattempo abbiamo numerose sfide davanti: facciamo appello a tutte e tutti coloro che, come noi, sono profondamente indignati per questa vicenda a mobilitarsi, per far fronte ai bisogni materiali di chi è stato ingiustamente messo alla porta. È una sfida da vincere, che coinvolge la Taranto solidale e antirazzista.

Negli ultimi anni la rete di associazioni, attivisti e parrocchie, chiamata in causa dalle emergenze e dalle falle istituzionali, ha saputo garantire non soltanto condizioni di accoglienza dignitose, ma è stata in grado di supportare, aiutare, assistere, incoraggiare i migranti, con affetto e complicità. È tempo di continuare su questa strada, per i diritti e la dignità di tutte e tutti.

Campagna Welcome Taranto