Asilo e prassi illegittime nell’iscrizione anagrafica in provincia di Modena: un accordo illegale decaduto grazie l’impegno della società civile

Nonostante le Linee guida del dicembre 2014 realizzate dal Ministero dell’Interno insieme a Sprar (Sistema protezione per richiedenti asilo e rifugiati), ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), UNHCR (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati ) e Anusca (Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe), continuano le segnalazioni di prassi illegittime poste in atto dai Comuni in diverse regioni italiane che impediscono l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione.

L’obbligo di concedere l’iscrizione anagrafica per i richiedenti protezione internazionale da parte del Comune è oltremodo certo dall’entrata in vigore dell’art. 5 co.2, D.Lgs 142/2015 secondo il quale:
Per il richiedente accolto nei centri o strutture di cui agli articoli 9, 11 e 14, a cui e’ stato rilasciato il permesso di soggiorno di cui all’articolo 4, comma 1, ovvero la ricevuta di cui all’articolo 4, comma 3, il centro o la struttura rappresenta luogo di dimora abituale ai fini della iscrizione anagrafica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e dell’articolo 6, comma 7, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286”.

Mattia Ferrari, un seminarista di Modena, ci informa di una “battaglia” che hanno condotto in questi mesi a Modena sul tema dell’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo.
“Nella Provincia di Modena era infatti posto in essere un accordo illegittimo tra le cooperative che avevano vinto gli appalti per la gestione dei servizi di accoglienza e i Comuni, sulla base della quale i richiedenti asilo non potevano procedere all’iscrizione anagrafica.”
Mattia ha ricevuto questa segnalazione dai richiedenti asilo che frequentano la parrocchia, decidendo perciò di informarsi presso le cooperative circa la sussistenza di detto accordo. A causa di tale accordo NESSUN richiedente asilo ospitato nei vari CAS aveva potuto effettuare l’iscrizione anagrafica.
“Avutane conferma abbiamo contattato l’ASGI, nelle persone dell’Avv. Maria Cristina Romano e dell’Avv. Massimo Cipolla. Insieme abbiamo scritto alla Prefettura, e lunedì scorso la Prefettura ci ha convocati per comunicarci che tale accordo illegittimo che era stato posto in essere tra cooperative e Comuni, essendo “contra legem“, non sussiste.”
“Il supporto dell’ASGI, che ci ha segnalato la documentazione giuridica in materia e ha sottoscritto la nostra lettera alla Prefettura, è stato fondamentale per risolvere felicemente la questione”.

Mattia Ferrari vuole rendere pubblica la lettera inviata alla Prefettura che ha fatto decadere l’accordo, affinché in altre parti d’Italia sia risolta questa prassi illegittima che nega un diritto fondamentale ai fini di un percorso di integrazione e di inserimento socio lavorativo. C’è da augurarsi che questo esempio divenga virtuoso.

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