Chiudere i porti alle navi delle ONG è inumano!

Antonio Ciniero, MigrAzioni - 29 giugno 2017

Photo credit: Tommaso Gandini, #overthefortress

È davvero deprimente leggere oggi le prime pagine dei giornali Italiani. Su tutte campeggia la proposta del governo italiano di chiudere i porti alle navi delle ONG che salvano vite in mare condannate a morte quasi certa dalle leggi migratorie italiane ed europee.

L’arrivo di 12 mila persone non è un emergenza, né tanto meno è un evento inatteso in un periodo in cui le condizioni meteorologiche facilitano, per quello che è possibile, la possibilità della traversata in mare.

Entro fine anno, gli arrivi via mare in Italia saranno circa 200 mila, al netto delle persone che purtroppo continueranno a morire (l’anno scorso gli arrivi sono stati circa 180 mila).

La previsione dell’arrivo di circa 200 mila persone non esce da qualche speciale cilindro, è semplicemente la capacità che riesce a garantire il sistema dei viaggi irregolari sui barconi così come oggi è configurato dalle leggi che regolano le modalità di ingresso sul territorio italiano.

Sono cose note e non da oggi! E dovrebbero essere tali anche agli esponenti dell’attuale governo! Di conseguenza, se la proposta di chiudere i porti vuole essere una misura per fronteggiare un’emergenza inesistente, il governo italiano semplicemente dimostra la sua totale inadeguatezza a far fronte ad un fenomeno che si ripete identico a se stesso da almeno sei anni!

Se invece la proposta di chiudere i porti è dettata da logiche elettoralistiche (ricerca di consenso) o da un tentativo di ridefinire rapporti politici di forza all’interno dell’Ue, allora, questa proposta è l’ennesimo gioco sporco fatto sulla pelle delle persone! Così come lo era stato l’attacco del procuratore Zuccaro alle ONG, anche in quel caso del tutto privo di fondamento.
Uomini, Donne e bambini, ridotti, cinicamente, a pedine da sacrificare sullo scacchiere della politica interna e internazionale.

Tutto ciò è indegno di un paese democratico. Di più, tutto ciò è inumato.