Torna l’iniqua tassa sul permesso di soggiorno

Da 40 a 100 € in base alla tipologia del pds, i minorenni non pagheranno

In data 8 giugno 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che stabilisce la misura del contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno a carico dello straniero di età superiore ai 18 anni. Il decreto entra in vigore in data 9 giugno 2017.

Il nuovo contributo si determina come segue:

a) Euro 40,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;

b) Euro 50,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;

c) Euro 100,00 per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e per i dirigenti e i lavoratori specializzati.

Ricordiamo che la sentenza del Consiglio di Stato pronunciata in data 26 ottobre 2016 con Sentenza N.04487/2016, confermava la sentenza del TAR del Lazio N.06095/2016 del 24 maggio 2016 che annullava la tassa sul permesso di soggiorno all’ora prevista per un importo dalle 80 alle 200 euro a seconda del titolo richiesto.
In precedenza la Corte di Giustizia Europea aveva definito il contributo richiesto dalla normativa italiana “sproporzionato rispetto alla finalità perseguita dalla direttiva ed è atto a creare un ostacolo all’esercizio dei diritti conferiti da quest’ultima”.

Con questa iniziativa legislativa, il Ministero dell’Economia e delle Finanze fissa il nuovo contributo valido per tutte le tipologie di titolo previste dal decreto 5 maggio 2017 che modifica il decreto 6 ottobre 2011 relativo agli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno. E’ prevista la pubblicazione di una circolare esplicativa del Ministero dell’Interno con ulteriori informazioni.

Decreto del 5 maggio – G.U. Serie Generale N. 131 dell’8/06/2017

“La somma fissata dal Decreto è superiore a quanto avevano sinora indicato i giudici nazionali come somma proporzionata (per un approfondimento clicca qui)” afferma l’avv. Alberto Guariso dell’ASGI. ”Il decreto inoltre non interviene sul rimborso di quanto pagato finora in eccesso rispetto ai criteri fissati dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea: il contenzioso giudiziario già in essere proseguirà pertanto per la restituzione”.