Cinque domande sul gruppo anti-rifugiati “Defend Europe”

Richard Hall, Refugees Deeply - 3 agosto 2017

La nave C-Star ancorata nel porto mediterraneo di Famagusta, nell'auto-proclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord (TRNC).* AFP/STRINGER

Negli ultimi anni, gli attivisti umanitari hanno salvato migranti che stavano provando ad attraversare il Mar Mediterraneo verso l’Europa, ma un nuovo gruppo vuole fermarli.

Una dozzina di europei, perlopiù ventenni, stanno provando a partire per mare per monitorare e possibilmente fermare le operazioni di salvataggio, con lo scopo di impedire a nuovi migranti di raggiungere le coste europee.

Cos’è Defend Europe?

Defend Europe è un gruppo di giovani che appartengono a Generazione Identitaria, una rete di attivisti di estrema destra che ha diramazioni in Francia, Germania, Italia, Australia, Paesi Bassi e altri paesi europei, e riceve supporto da gruppi in Nord America ed altre zone.
Generazione Identitaria afferma di voler proteggere l’identità europea fermando l’immigrazione, che ha raggiunto numeri da record negli ultimi tempi.

Diversi leader e portavoce della destra europea, come l’austriaco Martin Sellner e l’italiano Lorenzo Fiato, sono anche attivisti di Defend Europe. Commentatori Youtube, come la statunitense Brittany Pettibone e la canadese Lauren Southern, sostengono il gruppo. Stando a quel che si dice, i membri del gruppo hanno tra i venti e i trent’anni.

Sono convinti che le missioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo operate dalle organizzazioni non governative facciano da “stimolo”, incoraggiando i migranti a partire per mare perché sicuri del fatto che verranno salvati e portati in Europa.

Il problema sono queste ONG”, ha detto un rappresentante in un video promozionale su Youtube. “Stanno lavorando come taxi d’acqua, traghettando i migranti dalla costa libica all’Italia, fondamentalmente cooperando con i trafficanti di uomini.”

Cosa hanno in mente di fare?

L’Identitarian Movement ha raccolto più di 150.000 dollari per noleggiare una nave di 130 piedi chiamata C-Star, che ha intenzione di usare per monitorare le missioni di salvataggio nel Mediterraneo.

Gli attivisti sostengono di voler mettere fine alla “tratta di esseri umani” e, cosa ancora più importante, di voler impedire alle persone di venire in Europa.

La squadra pianifica di partire verso un’area delle acque internazionali fuori dalla costa libica conosciuta per essere una delle zone di ricerca e salvataggio, dove le associazioni umanitarie stanno lavorando.

Tuttavia, c’è un po’ di confusione per quanto riguarda i loro propositi una volta arrivati lì.
Defend Europe non ha ancora voluto concedere un’intervista a PRI.

Ma tra i commenti di BuzzFeed News, uno dei membri ha dichiarato che si aspettano di bloccare le navi umanitarie, mentre un altro ha fatto riferimento alla loro intenzione di investigare sulle operazioni e possibilmente prendere in carico i migranti e consegnarli alle autorità in Libia o Tunisia.

“Il nostro obiettivo è quello di documentare le azioni delle ONG, portare alla luce la loro collaborazione con i trafficanti di uomini, ed intervenire se fanno qualcosa di illegale.”

Secondo una piattaforma di fundraising, il gruppo afferma: “Il nostro obiettivo è quello di documentare le azioni delle ONG, portare alla luce la loro collaborazione con i trafficanti di uomini, ed intervenire se fanno qualcosa di illegale.”

Queste affermazioni riecheggiano quelle espresse da un certo numero di funzionari di estrema destra. A maggio un pubblico ministero italiano ha aperto un’inchiesta su presunte collusioni tra ONG e trafficanti. Ha dichiarato che era “solo un’ipotesi” e che non ha nessuna prova di eventuali illeciti.

Tra le ONG che operano nel Mediterraneo ci sono Medici Senza Frontiere, Save the Children e altre organizzazioni dalla Spagna, dalla Germania e vari altri paesi. Queste affermano che le loro navi operano in collaborazione con il Centro di Coordinamento Marittimo del governo italiano e negano le accuse di illeciti.

Come è andata la missione finora?

Non molto bene.

Alcuni attivisti del gruppo hanno aspettato in Italia l’arrivo della loro nave, ma a quanto si dice Mercoledì il capitano della C-Star e alcuni dell’equipaggio sono stati trattenuti a Cipro per aver contraffatto dei documenti.

Il giornale britannico “Telegraph” ha riportato che l’equipaggio sta avendo alcuni problemi con il loro status di immigrati, e che cinque di loro hanno avviato le pratiche per la richiesta di asilo.

In un tweet, Defend Europe si è espresso:

Ci è stato detto che all’aeroporto, nel momento in cui l’equipaggio stava per tornare ai paesi di origine, le ONG hanno offerto loro di rimanere in Europa e di fare richiesta di asilo, in cambio di promesse e denaro“.

Quindici tra i membri dell’equipaggio si sono rifiutati, cinque hanno accettato questo atto di corruzione e adesso stanno gettando false accuse contro il proprietario della nave.”

Perché le ONG non riportano i migranti in Libia?

La Libia è al momento il punto di partenza principale per molti migranti che hanno lasciato i paesi dell’Africa sub-sahariana per una vita migliore e più sicura in Europa.

La guardia costiera libica ha riportato in Libia più di 6,000 migranti che tentavano di attraversare il mare quest’anno. Ma i gruppi non governativi portano i migranti in Italia, le cui isole e coste mediterranee sono a poche centinaia di miglia dalla zona di salvataggio. Le organizzazioni affermano che la situazione per i migranti in Libia è troppo pericolosa, e l’agenzia per le migrazioni delle Nazioni Unite lo ha confermato.

Durante gli ultimi anni, la Libia è diventata un “arcipelago della tortura”, secondo l’Organizzazione Internazionale per la Migrazione delle Nazioni Unite. È un luogo dove i migranti che provano a raggiungere l’Europa devono affrontare la reale possibilità di essere venduti in mercati di schiavi, abusati, stuprati e imprigionati.

L’ONU ha descritto i centri di detenzione per migranti come “inumani e scioccanti”, e ha fatto pressioni affinché vengano soppressi.

L’Unione Europea sta pagando milioni di dollari per migliorare le condizioni di vita in questi centri e per addestrare adeguatamente la guardia costiera in Libia. Ma, nel frattempo, i migranti che vengono riportati in Libia devono affrontare la concreta possibilità di essere torturati e incarcerati illegittimamente.

Questo è il motivo per cui le ONG hanno criticato i salvataggi effettuati dalla guardia costiera libica.

Cosa stanno facendo le navi di salvataggio per prepararsi alla minaccia di interferenze da parte di Defend Europe?

All’inizio di questa settimana, gli attivisti di Defend Europe stavano aspettando che la loro nave arrivasse a Catania, sulla costa est della Sicilia. Nello stesso porto è attraccata Vos Hestia, una nave di salvataggio appartenente a Save the Children.

I membri di Generazione Identitaria hanno persino twittato un messaggio di cattivo augurio per la nave.

Rick Goverde, che lavora con la squadra di Save the Children in Catania, dice che gli attivisti non sono totalmente chiari nel definire quali sono le intenzioni di Defend Europe.

Non abbiamo problemi con la loro presenza qui, ma interferire con le missioni di salvataggio sarebbe una violazione del codice marittimo,” ha detto.

Goverde ha respinto le critiche di Defend Europe nei confronti del loro lavoro.

Non sta a noi decidere se [i migranti] sono i benvenuti in Europa. L’unica cosa che facciamo è provare a salvare vite in mare,” ha dichiarato. Le operazioni di salvataggio di Save the Children nel Mediterraneo “chiaramente non rappresentano una soluzione a tempo indeterminato. La soluzione sta sulla terra – nei paesi di origine e in Europa. Spero che [Defend Europe] lo vorrà comprendere.


Questa storia è stata pubblicata originalmente su PRI ed è stata ripubblicata con l’autorizzazione.