/

Immagini oltre una carezza

Roma, 26 agosto 2017 - Un fotoracconto della manifestazione per il diritto all'abitare dopo il violento sgombero di Piazza Indipendenza

Photo credit: Vanna D'Ambrosio

11_web.jpg
Qui [ …] non si discute di filantropia bensì del diritto, e in questo caso ospitalità significa il diritto di uno straniero a non essere trattato ostilmente da un altro causa del suo arrivo sul suo territorio […] lo straniero non può rivendicare un diritto a essere ospite, bensì un diritto di visita, che spetta a tutti gli esseri umani, cioè di proporsi alla società in virtù del diritto al possesso comunitario della superficie della terra […] e […] portare finalmente il genere umano sempre più vicino a una costituzione cosmopolitica.
15_web-2.jpg
Durante il corteo che ha attraversato Roma, alle immagini degli idranti, dei feriti, dei calci, delle manganellate, dei colpi, delle offese, dello sgombero forzato, delle lacrime e della disperazione, della violenza assordante, si sostituiscono, collettivamente, le voci, senza divise e costumi, di quanti hanno camminato insieme dignitosamente e con entusiasmo, oltre il potere repressivo e coercitivo degli avvenimenti di Piazza Indipendenza.

I bambini hanno fatto vedere che felicità e tristezza non appartengono a colori specifici, di occhi e di pelle; i grandi che diritti umani, senso della libertà e dignità hanno una sola radice, comune, che porta alla giustizia sociale, al rispetto per l’integrità morale e personale, oltre una carezza.
Il corteo di Roma, in seguito alla violazione dei diritti umani a Piazza Indipendenza, ha richiesto equilibrio tra i diversi interessi sociali e mai più fratture riguardo la sicurezza, la cura e la tutela della persona, restituendo all’azione umana la responsabilità rigenerativa di rielaborare la sofferenza.
18_web-2.jpg
Il popolo in corteo ha reso questa Roma un po’ più decorosa, sottraendo i suoi vicoli e le sue strade alla creazione del luogo criminogeno, un campo di battaglia ovunque del nuovo ordine globale, delle ragion di Stato, dell’apparato di potere decentrato e deterritorializzante che incorpora attori transnazionali e grandi istituzioni nazionali.
Quei passi si sono riappropriati di uno spazio pubblico, ridefinendolo di pace amore ed anche fantasia.
Questi volti si sostituiscono alle spiazzanti immagini degli eventi nudi e crudi di Piazza Indipendenza.
21_web.jpg
Il dolore o la gioia che l’altro vive deve essere colto in primo luogo attraverso una percezione legata agli organi della sensibilità, ma ciò che si scorge sul suo volto rimanda ad una profondità di vita tale che è impossibile assimilarlo a qualsiasi oggetto fisico, visto e toccato. La dimensione che viene così scoperta è il luogo degli affetti, delle pulsioni, delle emozioni, è quella che indichiamo con il termine psiche (Psiche).


Testo e foto: Vanna D’Ambrosio

19_web-2.jpg
6_web-2.jpg
10_web.jpg
17_web-2.jpg
23_web.jpg
13_web.jpg
25_web.jpg
26_web.jpg
24_web.jpg
27_web.jpg

Vanna D'Ambrosio

Conseguita la laurea in Filosofia presso l’Università di Napoli Federico II, ho continuato gli studi in interculturalità e giornalismo. Ho lavorato come operatrice sociale nei centri di accoglienza per immigrati, come descritto nella rubrica “Il punto di vista dell’operatore”. Da attivista e freelance, ho fotografato le resistenze nei ghetti italiani ed europei. Le mie ricerche si concentrano tuttora sulle teorie del confine.