#opentheislands – Non più morti a causa del freddo

Dalle isole greche un appello comune in vista dell'inverno

Mentre ogni giorno leggiamo e ascoltiamo da più parti nuove denunce sulle condizioni di vita di rifugiate/i bloccate/i sulle isole greche, l’inverno che si avvicina è causa di ulteriori preoccupazioni: per questo ieri 47 gruppi di solidarietà e organizzazioni greche e internazionali attivi nelle isole e sulla terraferma hanno diffuso un appello comune e lanciato una campagna sui social media con l’hashtag #opentheislands.
Chiedono azioni urgenti da parte delle autorità greche e europee che mettano fine alle inumane politiche migratorie attuate ed evitino – dopo quelle dello scorso anno – altre probabile prossime morti per freddo.
Si attendono altre adesioni nei prossimi giorni e nelle prossime settimane: «speriamo che ne arrivino molte altre, dalla Grecia e non solo».

In molti luoghi oggi, giovedì 12 ottobre, ci si è svegliati trovando i propri quartieri tappezzati con le immagini emblematiche del campo di Moria coperto di neve nello scorso inverno. Lo abbiamo scritto nel nostro testo, e qui a Mitilene i poster puoi vederli dovunque“, mi racconta Eleni, volontaria nell’isola del Nord Egeo.

Proprio nell’hotspot di Lesbo infatti, ricorda l’appello, “l’inverno scorso sono morte sei persone che cercavano rifugio e protezione in Europa; e le loro morti sono collegate alle condizioni di vita inumane subite. Le loro famiglie sono ancora in attesa di risposte da parte delle autorità sul “come” e il “perché” i loro familiari siano morti; in attesa che i responsabili di queste morti siano chiamati a risponderne. Solo lo scorso sabato, l’8 di ottobre, una bambina siriana di cinque anni è morta a Moria per cause ancora sconosciute“.

I collettivi dei gruppi solidali e delle organizzazioni firmatarie di questo appello esprimono shock e indignazione a fronte della situazione attuale nelle isole, mentre l’inverno sta per iniziare. Circa 5.000 persone vivono attualmente nel campo di Moria, che potrebbe ospitarne invece 2.000. Tra loro ci sono malati gravi, disabili, donne incinte, molti bambini – inclusi minori non accompagnati –, sopravvissuti alle torture e ad altri traumi.

Molte/i oggi vivono in tende estive del tutto inadeguate e sono costrette/i a dormire per terra, su sottili materassini o coperte. Anche gli altri hotspot delle isole greche – Samos, Chios, Kos e Leros – sono drammaticamente sovraffollati e lasciano altri 8.000 richiedenti asilo senza un’accoglienza adeguata. I cosiddetti hotspot sono attualmente inabitabili e ad oggi non è stato presentato alcun piano per evitare la ripetizione delle tragedie dello scorso inverno.
Un rifugiato costretto a stare nel campo di Moria racconta delle condizioni in cui vive:
Vivere a Moria ci fa ammalare. La mattina ti svegli in una tenda angusta o in un container in mezzo ad altre persone. L’odore è disgustoso e detesto il fatto di non potermi lavare adeguatamente. D’inverno si gela. Tutto è bagnato. Quando ti svegli non puoi muovere gli arti. E sei coperto di cenere. L’inverno scorso bruciavamo carta e plastica per riscaldarci. È come se non fossimo esseri umani“.

I collettivi sottolineano che la situazione attuale non è causata dall’inizio dell’inverno o da un improvviso aumento degli arrivi. Piuttosto, è una conseguenza diretta dell’accordo UE-Turchia, e delle politiche migratorie basate sull’esclusione. Queste politiche continuano a tenere le persone intrappolate sulle isole per lunghi periodi, impedendo loro di poter mai raggiungere l’Europa e impedendo a chi ha diritto al ricollocamento per ricongiungimento familiare di poter andare in altri Paesi europei in un lasso di tempo ragionevole.

L’inverno sta arrivando

Chiunque sa che l’inverno sta arrivando – si legge nell’appello. 700 milioni di euro sono stati messi a disposizione delle autorità greche per gestire la situazione. Come collettivi, vogliamo informazioni dettagliate su come e dove questi soldi sono stati spesi. Chiediamo anche urgentemente che i diversi soggetti del governo greco – a livello nazionale e locale – assumano e comunichino chiaramente le proprie responsabilità. Devono essere considerati responsabili di quel che accadrà questo inverno in Grecia a rifugiate/i e migranti. La pratica corrente di elusione di colpe e responsabilità per la sistematica violazione dei diritti delle/dei i rifugiate/i negli hotpot greci è inaccettabile e deve aver fine. È compito del Primo Ministro assicurare che tutti i livelli del governo funzionino e assumano le proprie responsabilità.
Chiediamo che il Primo Ministro chiarisca le responsabilità dei diversi “attori” locali e nazionali e che presenti un piano per l’inverno.
Allo stesso tempo, condanniamo tutti i governi europei che hanno formulato l’accordo UE-Turchia e che fanno pressioni sulla Grecia perché lo implementi attraverso la Commissione Europea o altri canali.
L’Accordo assume come priorità il mantenimento della Fortezza Europa calpestando brutalmente le leggi internazionali sui diritti umani. Tutti i governi europei condividono la responsabilità per le violazioni dei diritti umani sofferte oggi dalle/dai rifugiate/i in Grecia, per le morti che vi sono già state e per quelle che potrebbero avvenire quest’inverno.
Abbiamo preso atto con grande interesse delle varie dichiarazioni rilasciate dall’UNHCR, dai Comuni, dallo staff del RIC, che hanno “suonato l’allarme” a proposito della situazione attuale delle isole greche. Ma in assenza di azioni queste dichiarazioni rimangono vuote. Abbiamo bisogno di soluzioni e di azioni immediate da parte di tutti gli attori responsabili, compreso l’UNHCR, il cui mandato è quello di fornire protezione internazionale e di cercare soluzioni permanenti ai problemi affrontati dalle/dai rifugiate/i.

Chiediamo al Primo Ministro Alexis Tsipras:

  • di chiarire le responsabilità dei diversi attori locali e nazionali e di presentare un piano per l’inverno.

Chiediamo al governo greco, a livello locale e nazionale:

  • di chiudere gli hotspot e decongestionare le isole ponendo fine alle restrizioni alla libertà di movimento delle/dei richiedenti asilo arrivati sulle isole greche, e di fornire loro un’accoglienza adeguata sulla terraferma, fuori dalle strutture di detenzione;
  • allo stesso tempo, di fornire ripari appropriati e “a prova di inverno” alle/ai rifugiate/i che stanno nei campi in tutto il Paese;
  • di interrompere i ritorni delle/dei richiedenti asilo in Turchia secondo l’accordo UE-Turchia, poiché in quel Paese non possono accedere interamente al loro diritto di presentare richiesta di protezione internazionale. Per questa ragione la Turchia non può essere considerata un “Paese Terzo Sicuro” o un “Primo Paese di Asilo Sicuro”;
  • di esaminare nel merito tutte le richieste di asilo all’interno di un processo completo ed equo che presenti tutte le salvaguardie procedurali e sostanziali;
  • di porre fine alle detenzioni arbitrarie. Di porre fine cioè alla pratica corrente di detenzione generalizzata delle/dei richiedenti asilo basata sulla nazionalità, con l’intenzione di farli tornare in Turchia. I bambini non devono mai essere detenuti;
  • di assicurare alle/ai richiedenti asilo l’accesso alle cure mediche (comprese quelle legate alla salute mentale) e al supporto legale.

Chiediamo alla Commissione Europea:

  • di rivedere le raccomandazioni espresse nei suoi report trimestrali e nei piani di azione allegati, e di eliminare le raccomandazioni tese a aumentare le forze di sicurezza e le strutture di detenzione per le persone che cercano protezione nell’Unione Europea;
  • di eliminare le raccomandazioni che legalizzano la detenzione di minori, come sottolineato nelle raccomandazioni della Commissione Europea del 7 marzo 2017, poiché la detenzione dei minori viola i diritti dei bambini;
  • di eliminare le raccomandazioni che tendono a limitare il numero dei gradi d’appello e a includere nell’accordo UE-Turchia le/i richiedenti asilo vulnerabili, così come coloro che hanno familiari in Paesi europei.

Chiediamo agli Stati membri dell’Unione Europea:

  • di porre fine ai ricollocamenti in Grecia di rifugiate/i e richiedenti asilo da altri Stati Europei secondo il Regolamento N° 604/2013 (Dublino III), a causa della permanenza in Grecia di condizioni inumane;
  • di aumentare il numero dei posti disponibili per il ricollocamento permettendo l’accesso al programma anche a chi è arrivato dopo la firma dell’accordo UE-Turchia, e di gestire rapidamente le richieste di ricollocamento in modo da garantire le minime condizione di salvaguardia della dignità umana, come richiesto dalla Direttiva UE 2013/33/EU;
  • di velocizzare i ricongiungimenti familiari previsti da Dublino III, poiché molte famiglie sono state forzatamente separate dalla guerra e da persecuzioni, e sono in attesa di potersi riunire da anni;
  • di cancellare l’inumano trattato UE-Turchia

Per ulteriori informazioni: https://opentheislands.wordpress.com

Elenco dei gruppi di solidarietà e delle organizzazioni firmatari:
1) Kos Solidarity
2) Chios Solidarity
3) Solidarity to Refugees in Rethymno
4) Antifascist Movement Kos
5) We Cross the Border Solidarity Movement
6) Social Centre – Migrant Centre of Chania
7) OASIS Group Rodos
8) Kalymnos Support Group for Migrants and Refugees
9) Protovoulia Embraktis
10) Heraklion Initiative for Refugees and Migrants
11) A Drop in the Ocean
12) Agora
13) Are you Syrious (AYS)
14) Borderline Europe/ Borderline Lesvos
15) Christian Peacemakers Team Europe (CPT)
16) Collettivo Fotosocial
17) ConAction – Joliba e.V. Berlin
18) Enough is Enough
19) FFM (Research Society Flight and Migration)
20) HarekAct
2). Heimatstern
22) InterEuropean Human Aid Association Germany e.V.
23) Joinda Production
24) Khora Athens
25) Kontakt- und Beratungsstelle für Flüchtlinge und Migrant_innen e.V.
26) Kritnet (Network Critical Migration and Border Regime Studies)
27) Legal Centre Lesbos
28) Lesvos Solidarity
29) MissingLink e.V.
30) Mobile Flüchtlingshilfe e.V. – Mobile Refugee Relief
31) Migrants Social Center Athens
32) Moving Europe
33) Nisyros Supports Refugees
34) No Border Kitchen Lesvos
35) Network Of Social Support to Immigrants and Refugees – Athens
36) Network for Social and Political Rights – Athens
37) One Happy Family
38) Outreach Service Athens
39) Refucomm e.V Munich
40) Refugee Accommodation and Solidarity Space City Plaza
41) Refugee Empowerment Awareness Task Force
42) SAO Association
43) Sea Watch
44) The International Refugee Assistance Project
45) Volunteers for Lesvos
46) Watch the Med – Alarm Phone
47) Welcome to Europe (W2EU)