/

La marcia per la dignità e i diritti: un racconto per immagini di Carmen Sabello

La sensazione nel vedere i loro volti, i bagagli, il cammino lungo l’argine del Brenta, è per certi versi simile a quella che abbiamo percepito lungo la rotta balcanica.

Qualcosa di nuovo e di inatteso sta accadendo: i protagonisti di questa mobilitazione stanno dando uno scossone al fallimentare sistema di accoglienza italiano, hanno scelto l’esodo autorganizzato dal lager per avere visibilità, per richiedere un’accoglienza dignitosa.
Hanno deciso di mettersi nuovamente in marcia, di abbandonare la stanzialità e lo scorrere monotono del tempo per cercare di oltrepassare – questa volta – un confine interno, eretto nei nostri territori per isolarli dal resto della società, per ghettizzarli e farli sentire inutili.
Secondo l’ultimo rapporto di Oxfam – “La lotteria Italia dell’accoglienza” – 8 persone migranti su 10 sono accolti nel sistema dell’emergenza permanente che può vantare 7mila strutture di accoglienza straordinaria, in cui sono carenti (o assenti) i servizi adeguati per l’inclusione.

Oltre un migliaio di richiedenti asilo sono ammassati a Cona, in uno dei più grandi centri presenti in Italia. E sono loro che lasciandolo, ne chiedono la chiusura per non tornarvi mai più, per sentirsi realmente accolti.

marciacona1701.jpg
marciacona1702.jpg
marciacona1703.jpg
marciacona1704.jpg
marciacona1705.jpg
marciacona1706.jpg
marciacona1707.jpg
marciacona1708.jpg
marciacona1709.jpg
marciacona1710.jpg
marciacona1711.jpg
marciacona1712.jpg
marciacona1713.jpg
marciacona1714.jpg
marciacona1727.jpg
marciacona1728.jpg
marciacona1729.jpg
marciacona1730.jpg
marciacona1731.jpg
marciacona1732.jpg
marciacona1733.jpg
marciacona1734.jpg
marciacona1735.jpg
marciacona1736.jpg
marciacona1716.jpg
marciacona1717.jpg
marciacona1718.jpg
marciacona1719.jpg
marciacona1720.jpg
marciacona1721.jpg
marciacona1722.jpg
marciacona1723.jpg
marciacona1724.jpg