L’ASGI porta l’Italia in tribunale per l’appropriazione indebita dei fondi per lo sviluppo dirottati alla guardia costiera libica

ECRE (European Council on Refugees and Exiles) – 24 novembre 2017

L’organizzazione italiana ASGI (Associazione Studi Giuridici Immigrazione) ha presentato ricorso contro il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dinanzi al Tribunale Amministrativo del Lazio (TAR), accusando il Ministero di appropriazione indebita di fondi e sviamento di potere in merito al supporto tecnico fornito dall’Italia alla gestione delle frontiere operata dalle autorità libiche.

In una dichiarazione della scorsa settimana, l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), membro dell’ECRE (European Council on Refugees and Exiles), ha criticato il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per aver abusato del proprio potere assegnando un totale di 2,5 milioni di euro al Ministero degli Interni per riparare quattro navi della guardia costiera libica. Il denaro stanziato proviene dal c.d. “African Fund” (“Fondo Africa”), un fondo per lo sviluppo istituito per promuovere la cooperazione e il dialogo con i paesi africani nel quadro degli interessi umanitari e di sviluppo. I 2,5 milioni di euro sono stati invece investiti in equipaggiamenti e misure mirate alla gestione delle frontiere, e vi è un’elevata probabilità che le imbarcazioni possano essere utilizzate per respingere e detenere i migranti e i rifugiati in fuga dalla Libia. Per queste ragioni, l’ASGI ritiene che ciò costituisca un dirottamento dei fondi, affermando che il loro utilizzo è radicalmente diverso dagli obiettivi di sviluppo concordati.

Il Governo italiano sta rafforzando la Guarda Costiera libica delegandola così allo svolgimento di attività illegali, in particolare i respingimenti dei migranti nel paese. In quest’ottica, l’Italia è sostenuta dalla Commissione Europea, che persegue i medesimi obiettivi. Considerando gli orrori che le persone affrontano in Libia, questo tipo di politiche vanno denunciate. Questo caso potrebbe aiutare il processo di costruzione di una pressione pubblica di protesta contro gli estesi sforzi all’esternalizzazione e, si spera, porrà un limite a questo sviamento dei fondi. Prima o poi l’UE e l’Italia devono essere chiamate a rendere conto della loro complicità”, hanno affermato Salvatore Fachile e Giulia Crescini, dell’ASGI di Roma, all’ECRE Weekly Bulletin.

L’accusa di una discutibile assegnazione dei fondi non è limitata all’Italia. In un report della scorsa settimana, Oxfam rileva che il Fondo Fiduciario di Emergenza UE per l’Africa (EU Emergency Trust Fund for Africa) manca di controlli e verifiche adeguate e punta alla “gestione delle migrazioni” europea piuttosto che agli interessi di lungo periodo e agli obiettivi di sviluppo in Africa.

Le violazioni dei diritti umani in Libia si stanno inasprendo. La scorsa settimana, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Deid Ra’ad Al Hussein, ha fortemente criticato la cooperazione della UE e dei suoi Stati membri con la Libia riguardo alle condizioni disumane nelle strutture di detenzione.

Inoltre, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, il Segretario Generale dell’Unione Africana e alcune tra le principali Agenzie delle Nazioni Unite hanno pesantemente condannato il recentemente documentato ‘mercato degli schiavi’ in Libia, in cui i migranti vengono messi all’asta. Mercoledì, la Francia ha chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su questo tema.


Per maggiori informazioni:

– EU Observer, EU monitoring of Libyan coastguard done by Libyans, 21 novembre 2017;
– ECRE, Italy further strengthens cooperation with Libya amid human rights concerns, 8 settembre 2017.